Bill Viola. Icons of light. La mostra a Palazzo Bonaparte.

Bill Viola. Icons of light
Bill Viola, Ascension Photo: Kira Perov © Bill Viola Studio

Un’intensa retrospettiva dedicata al grande maestro della video art, Bill Viola

Tutti noi prima o poi ci siamo interrogati sul senso della vita e della morte, e sui passaggi intermedi tra queste due dimensioni. Chi di queste riflessioni connesse alla spiritualità ne ha fatto opere d’arte è stato sicuramente Bill Viola. Newyorchese, classe ’51, Viola può essere considerato il più grande maestro della video art, riuscendo incredibilmente ad esprimere, tramite una tecnica moderna, dei temi antichi quanto l’uomo, irrorati di influssi legati alla filosofia zen, in un dialogo tra occidente e oriente che non ha confini politici o geografici, semmai animici.

La mostra, curata da Kira Perov, moglie dell’artista e direttore esecutivo del Bill Viola Studio, compie, attraverso 15 opere, un excursus completo nella carriera quarantennale dell’artista. Il percorso espositivo infatti, parte con la fine degli anni Settanta, con The Reflecting Pool, per poi terminare con la serie Martyrs del 2014. L’allestimento gioca sull’oscurità, illuminata sapientemente dai bagliori di luce provenienti dalle opere video in mostra: una dimensione immersiva volta a condurre lo spettatore in una sorta di trance ipnotica, adatta a scavare nei recessi dell’animo e della memoria.

Il legame uomo-natura

Bill Viola. Icons of light
Bill Viola, The reflecting pool, 1977-79, courtesy of Palazzo Bonaparte

Nella prima fase della sua produzione, Viola si focalizza sul legame tra uomo e natura e tra Oriente e Occidente. E’ il caso di The Reflecting Pool, dove l’artista stesso sta in piedi sul bordo di una piscina immersa nella natura, davanti al suo riflesso nell’acqua, oscillando tra il mondo reale e quello virtuale e tra i due regni, umano e naturale, compiendo un’indagine tra poli opposti ma contigui, tra Yin e Yang.


Il tema naturale torna anche nel video Study for The Path, che mostra una fila di persone (uomini, donne, bambini) mentre attraversano un bosco, impegnati in una processione nel mezzo del verde. Un cammino dove il concetto di inizio e fine si dissolve completamente, in un passaggio tra stadi esistenziali attraverso la linea sottile che divide gli opposti fisici, spirituali, naturali.

Gli omaggi all’arte antica

Bill Viola. Icons of light
Bill Viola, The greeting, 1995, courtesy of Palazzo Bonaparte

Bill Viola è un profondo conoscitore della storia dell’arte “tradizionale”; da ragazzo ha compiuto un importante viaggio di formazione in Italia, a Firenze. Dalla fine degli anni ’80 Viola decide di dedicarsi a un tipo di arte volto a ricreare delle scene, che sembrano prese da un set cinematografico, di impronta storico-artistica, che si dispiegano in un tempo non corrispondente a quello reale. Ciò è evidente in opere come The greeting, del 1995, che riprende la famosa Visitazione del Pontormo, dipinto che mostra l’incontro tra la Vergine Maria ed Elisabetta, madre del futuro Giovanni Battista, alla presenza di una terza figura femminile. Le tre donne che si muovono nel video parafrasano nei gesti e negli atteggiamenti il famoso quadro, in un continuum spazio temporale che sembra, paradossalmente, vivere in una sorta di eterna apnea sospesa.

Bill Viola. Icons of light
Bill VIola, Unspoken (Silver & Gold), Serie Passions, 2001, courtesy of Palazzo Bonaparte

Nella serie Passions, composta da due opere, Unspoken (Silver & Gold) e Observance, il volto umano diventa protagonista, specchio e confine delle emozioni umane, quelle che si sentono dentro e quelle che si esprimono attraverso la mimica facciale. Unspoken mostra due volti, proiettati su due pannelli (uno in foglia d’argento e l’altro in foglia d’oro), che passano da uno stato emotivo all’altro, condividendo con delicatezza l’enormità di una lacrima o il muto vibrare di un grido.

L’espressione del dolore legato alla perdita, al lutto, è ben esemplificato in Observance, dove l’oggetto che desta commozione e altre intense reazioni nella fila di gente che vi si appresta altro non è che l’osservatore stesso, o forse, al contrario, qualcosa di completamente estraneo ad esso, ma che non possiamo vedere, poichè posizionato dall’altra parte del velo. Un qualcosa di caro e perduto, nel quale si può riconsocere un defunto piuttosto che una parte di noi che non c’è più. Entrambe le opere ritraggono emozioni al rallentatore, omaggiando e riprendendo la resa fisiognomica emotiva tipica dei dipinti del Rinascimento, che fissavano in un primo piano eterno la resa di una vasta gamma di espressioni legate ai sentimenti.

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Bill Viola, Observance, Serie Passions, 2002, courtesy of Palazzo Bonaparte

Le performance: i Water Portraits

Gli inizi del 2000 vedono Viola interessarsi a delle vere e proprie performances; è il caso della serie dei Water Portraits (2013), dove una serie di attori di età e sesso diverso vengono ripresi sott’acqua, immersi in un sonno pacifico che confina con la veglia, sospesi nel tempo, avvolti dall’acqua, come se tornassero al momento della gestazione primigenia, sostenuti e cullati dall’elemento materno e vivificante. Il rumore dell’acqua che si sente nella sala non disturba il silenzio, ma ne è eco profonda, melodia senza note che tutti noi conosciamo.

Bill Viola. Icons of light
Bill Viola, Water portraits, 2013, courtesy of Palazzo Bonaparte

I martiri

Bill Viola. Icons of light
Bill Viola, Air, (Martyrs), 2014, courtesy of Palazzo Bonaparte
Bill Viola. Icons of light
Bill Viola, Water, (Martyrs), 2014, courtesy of Palazzo Bonaparte

Il momento più intenso della mostra è dato senza dubbio dalla visione dei Martiri, opere video che mostrano altrettanti personaggi in balia dei quattro elementi naturali: acqua, aria, terra e fuoco. Tutti e quattro gli attori sono inizialmente immobili, per poi venire sollecitati e disturbati dalla forza dirompente degli elementi, a cui bisogna, gioco forza, arrendersi. E’ questa la parabola dell’accettazione finale e definitiva della morte. Un crescendo di sacrificio e sopportazione: martire in greco vuol dire testimone, e vivere un’esperienza, anche se così distruttiva, in modo così totale, eleva l’uomo al rango di colui che ha davvero vissuto e che può, a quel punto, anche morire.

Bill Viola. Icons of light
Bill Viola, Earth, (Martyrs), 2014, courtesy of Palazzo Bonaparte
Bill Viola. Icons of light
Bill Viola, Fire, (Martyrs), 2014, courtesy of Palazzo Bonaparte

Fino al 26 giugno 2022

Orari

Dal lunedì al venerdì 9.00 – 19.00
Sabato e domenica 9.00 – 21.00

Biglietti

Intero €15 – RIdotto €13 – Bambini €6

mostrepalazzobonaparte.it

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