La Basilica Papale di Santa Maria Maggiore

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Alla scoperta di Santa Maria Maggiore, scrigno delle meraviglie nel cuore di Roma

Saranno forse le sue origini leggendarie, il miracolo della neve, l’oro del nuovo mondo, i mosaici, la tomba di un personaggio illustre custodita al suo interno a fare della Basilica di Santa Maria Maggiore un autentico scrigno delle meraviglie nel cuore della città eterna.

La Basilica e il miracolo della neve

Era la notte del 4 agosto del 358 quando un patrizio romano, un senatore di nome Giovanni, sognò la Vergine Maria che gli apparve prescrivendogli di edificare una chiesa a lei dedicata sul colle Esquilino, nel luogo in cui la mattina successiva sarebbe caduta una copiosa nevicata. Quella stessa notte la Madonna apparve in sogno anche a papa Liberio, comunicandogli lo stesso messaggio. E la mattina dopo effettivamente (stando alla leggenda) nevicò davvero. Giovanni e il papa accorsero sul posto e quest’ultimo tracciò il perimetro della futura basilica di Santa Maria Maggiore, intitolata inizialmente a Santa Maria della Neve, ma anche conosciuta con il nome di Basilica Liberiana.

Fin qui la leggenda. Le cose però, nella realtà, andarono diversamente e a erigere la Basilica fu, un secolo più tardi, a partire dall’anno 432, sul sito di una chiesa antecedente, papa Sisto III.

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Foto: hl_1001 – Creative Commons (CC BY-NC-ND 2.0)

La facciata principale con il portico e la loggia per le benedizioni, ricostruita da Ferdinando Fuga a metà del Settecento, invita ad addentrarsi in silenzio in questo scrigno di fascino e bellezza.

Basta entrare per accorgersi di come Santa Maria Maggiore sia l’unica tra le quattro basiliche papali romane ad aver mantenuto l’originaria struttura paleocristiana, sebbene con alcune modifiche: una pianta a tre navate scandite da 42 colonne, arricchitasi nel XIV secolo del transetto e della nuova abside. Nell’ambito di interventi successivi, rispettivamente nel Cinque e nel Seicento, si inseriscono invece le due cappelle, la Sistina e Paolina. La Cappella Sforza fu invece eseguita su disegno di Michelangelo Buonarroti.

Alla scoperta di Santa Maria Maggiore, scrigno delle meraviglie nel cuore di Roma
Basilica di Santa Maria Maggiore, Cappella Sistina | Foto: Pierre Selim Huard tramite Wikimedia Commons

Il campanile più alto di Roma

Alla scoperta di Santa Maria Maggiore, scrigno delle meraviglie nel cuore di Roma
La facciata della Basilica di Santa Maria Maggiore | Foto: © lapping via Pixabay

Il campanile della Basilica, in stile romanico rinascimentale, che svetta sul colle Esquilino con la sua silhouette di 75 metri, rimane invece il più alto nella città eterna. È stato costruito da Gregorio XI al suo ritorno a Roma da Avignone e ospita alla sommità cinque campane. Una di queste, “la Sperduta”, ogni sera alle ventuno rinnova, con suono inconfondibile, il suo richiamo per i fedeli. Anche questa campana è legata a una leggenda che risale al XVI secolo. Si racconta infatti che una pastorella, probabilmente cieca, pascolando il suo gregge, si fosse persa nei prati che all’epoca circondavano l’Esquilino. Calata la sera, il rintocco delle campane della Basilica di Santa Maria Maggiore avrebbe dovuto ricondurla a a casa. E invece la pastorella sparì nel nulla. Da qui il rito serale detto appunto della “Sperduta”.

Entrando nel portico, a destra, si è accolti dalla statua di Filippo IV di Spagna, benefattore della Basilica, che porge il suo saluto agli ospiti. Il bozzetto dell’opera, realizzata da Girolamo Lucenti nel XIII secolo, è di Gian Lorenzo Bernini.

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Basilica di Santa Maria Maggiore | Foto: MatthiasKabel tramite Wikimedia Commons

Al centro, la grande porta di bronzo, opera di Ludovico Pogliaghi nel 1949, raffigura episodi della vita della Vergine. A sinistra è la Porta Santa, benedetta da Giovanni Paolo II l’8 dicembre del 2001, portata a compimento dallo scultore Luigi Mattei e offerta alla basilica dall’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme.

Addentrandosi tra le meraviglie della Basilica, accompagnato dalla fuga di grandi mosaici, con gli occhi rivolti all’abside con il mosaico della Regalità, dove Maria Vergine, la Theotokos, appare sul trono celeste, mentre Cristo la incorona proclamandola Regina del Cielo, il visitatore sfoglia un ulteriore primato di questo affascinante tempio della cristianità.

Un tempio dove classico, cristiano e moderno si incontrano

Santa Maria Maggiore è infatti uno dei pochi monumenti cristiani dove è ancora possibile cogliere la coesistenza del retaggio dell’antichità classica, della cristianità e della modernità. L’unicità della Basilica è dovuta però agli splendidi mosaici del V secolo, voluti da Sisto III e che si snodano lungo la navata centrale e sull’arco trionfale.

Le raffinate decorazioni dell’arco trionfale narrano le storie della Bibbia e dell’Infanzia di Gesù. Un episodio, attestato solo in Santa Maria Maggiore, e tratto dai Vangeli apocrifi, raffigura Gesù, durante la fuga in Egitto, mentre entra con i genitori nella città di Sotine, con gli idoli pagani che cadono a terra e Afrodisio che saluta il Bambino come Redentore.

Alla scoperta di Santa Maria Maggiore, scrigno delle meraviglie nel cuore di Roma

In vista del giubileo del 1300 La basilica fu oggetto di importanti interventi. Durante il pontificato di Niccolò IV venne aggiunto il transetto e fu creata una nuova abside che venne decorata con i mosaici realizzati da Jacopo Torriti che raffigurano l’Incoronazione di Maria e le Storie di Maria), datati 1295. Si tratta della prima Incoronazione della Vergine absidale.

I mosaici della navata centrale riassumono quattro cicli di Storia Sacra che vede protagonisti Abramo, Giacobbe, Mosè e Giosuè insieme per testimoniare la promessa di Dio al popolo ebraico di una terra e il suo aiuto per raggiungerla.

Un’altra chicca di questo straordinario edificio è rappresentata dal bellissimo il pavimento duecentesco dei maestri marmorari Cosma detti “cosmateschi”, simile a un raffinato tappeto offerto ad Eugenio III nel XII secolo, dai nobili romani Scoto Paparoni e suo figlio Giovanni.

L’effetto monumentale degli spazi, lo splendore dei marmi, la ricchezza della decorazione confondono.

Il baldacchino che sovrasta l’altare centrale davanti al quale si apre la Confessione, voluta da Pio IX e realizzata da Vespignani, dove è conservato il reliquiario della Culla, è stato realizzato da Ferdinando Fuga. Il reliquiario in cristallo, a forma di culla, custodisce i pezzi di legno che la tradizione vuole appartenere alla mangiatoia nella quale fu deposto Gesù Bambino e che i numerosi pellegrini avrebbero portato a Roma dalla Terra santa.

L’oro del Nuovo Mondo

Basta alzare lo sguardo per ammirare l’unico soffitto rimasto a Roma del Quattrocento, voluto alla fine del Quattrocento da Alessandro VI Borgia: un tappeto in oro zecchino che toglie il fiato.

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Photo: Marcus Aust

Quello che ricopre il soffitto a cassettoni, disegnato da Giuliano da Sangallo e completato da suo fratello Antonio, con al centro lo stemma araldico del pontefice, non è un oro qualsiasi. E anche qui la storia sfuma nel mito, se si considera che la copertura del soffitto fu realizzata con il primo carico d’oro che per la prima volta giunse a Roma dall’America: una testimonianza della sbalorditiva scoperta del Nuovo Mondo. Un dono non da poco fatto a papa Alessandro VI dai reali cattolici Isabella e Ferdinando di Spagna.

La tomba di Gian Lorenzo Bernini

Nobile famiglia Bernini qui aspetta la Resurrezione”. Di lato all’altare maggiore, la semplicità della lastra tombale di Gian Lorenzo Bernini commuove.

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Le terme sotto la Basilica

Tra il 1966 e il 1971, in seguito a problemi di umidità, fu necessaria una campagna di scavi sotto il pavimento della basilica, condotta esclusivamente lungo le navate laterali. Rimosso l’interro che li colmava, vennero ritrovati numerosi ambienti risalenti al II e al III secolo che, attualmente musealizzati, si possono vedere dal museo della basilica.

Alla scoperta di Santa Maria Maggiore, scrigno delle meraviglie nel cuore di Roma
Retro Basilica di Santa Maria Maggiore

Il complesso, presumibilmente privato, si compone di diversi ambienti articolati attorno ad un vasto cortile, a vari livelli. Il percorso racchiude tracce di un piccolo stabilimento termale, con mosaici e intercapedini per il riscaldamento, tegole antiche, tracce di affreschi geometrici decorativi e di affreschi relativi a un calendario agricolo, resti di un pavimento in opus sectile presumibilmente pertinente all’impianto termale.


Piazza di Santa Maria Maggiore (Monti/Esquilino)

Aperta tutti i giorni dalle ore 7,00 alle ore 18,45

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