Piatti che hanno reso celebre la cucina romana: quali sono?

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È impossibile non innamorarsi di Roma, capitale d’Italia e città eterna, dopo averla visitata per la prima volta. Non basta, però, una sola visita per scoprire tutte le meraviglie che la città offre: il Colosseo, il più grande anfiteatro al mondo; la Fontana di Trevi in cui turisti da tutto il mondo ogni giorno sono soliti lanciare monetine; il Pantheon e le sue leggende; il Giardino degli Aranci e il suo splendido panorama e si potrebbe continuare molto a lungo. Roma è celebre per tutto ciò e per tanto altro. Infatti in questo articolo abbiamo deciso di trattare di una delle tante cose che hanno contribuito a renderla famosa, la cucina romana. Pensiamo alla carbonara che, insieme con le lasagne al forno o la parmigiana, è uno di quei piatti che nell’immaginario collettivo più rappresentano l’italianità nel mondo. Mangiare un piatto tipico romano in una trattoria, sita nel centro storico, è un’esperienza imperdibile non solo per il palato ma anche per l’atmosfera conviviale e autentica.

Di seguito ecco una selezione di piatti tipici della cucina romana.

Carbonara

È stata già citata la carbonara e non si può non porla all’inizio di questa lista di patti tipici romani. Perché? La risposta la danno i fatti e anche i numeri: è stato il New York Times ad attribuire il primo posto sul podio delle venti paste più amate a questo primo piatto romano; i sondaggi dicono che il 18% degli italiani considera la carbonara il suo piatto del cuore. È stata, infatti, dedicata un’intera giornata alla celebrazione di questa prelibatezza; il 6 aprile di ogni anno ricade il Carbonara Day. Non c’è un piatto che al suo pari sia capace di aprire diatribe circa la scelta corretta degli ingredienti. Per questo vogliamo fare chiarezza, la ricetta originale richiede: guanciale, pecorino (misto a grana), uova, sale e pepe.

Carciofi alla Giudìa

Altra tipicità romanda da gustare come antipasto o contorno sono i carciofi alla Giudìa. Impiattati, questi assumono la forma di un fiore e hanno avuto origine nelle antiche osterie della Capitale. In particolare, si pensa siano stati preparati per la prima volta presso il ghetto ebraico; gli ebrei erano soliti cibarsene al termine del periodo di digiuno, kippur. Se si vuole provare la ricetta originale bisogna richiedere una specifica varietà di carciofo, ovvero il carciofo romanesco (è coltivato tra Ladispoli e Civitavecchia). Questa tipologia non presenta spine ed è carnosa, tenera e più semplice da cucinare rispetto ad altre. Per realizzare questa ricetta il carciofo si frigge due volte, la prima per cuocerlo e ammorbidirlo e la seconda per rendere l’esterno della verdura croccante.

Pasta alla Gricia

La pasta alla Gricia è seconda a Roma solo alla Carbonare per diffusione e apprezzamenti. Si considera l’antenata della pasta alla matriciana (altro caposaldo della cucina romana). I due piatti, infatti, hanno in comune ben due ingredienti: il guanciale e il pecorino romano. Si dice che a inventarla furono i pastori laziali che riuscirono, usando i pochi ingredienti a disposizione, a dar vita ad un pasto semplice ma calorico. La pasta alla Gricia utilizza: guanciale, pecorino romano e sale. Di solito la si prepara preferendo come formato di pasta i rigatoni. Il risultato finale è cremoso e saporito.

Trippa romana

Tra i secondi piatti più celebri della cucina romana è d’obbligo citare la trippa romana. Una pietanza dai sapori molto decidi e dagli odori intensi. La trippa rientra fra le cosiddette frattaglie, ovvero le parti interne dell’animale utilizzabili in cucina. La sua preparazione non è affatto semplice in quanto la pulizia delle frattaglie richiede tempo ed esperienza e incide sulla bontà finale della pietanza. La ricetta originale utilizza: trippa, pecorino romano, guanciale, sedano, carota, cipolla, vino bianco, polpa di pomodoro, menta, pepe nero e aglio.

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