Il Parco archeologico del Colosseo riapre al pubblico da lunedì 1 febbraio 2021.

Area-del-Colosseo
© Aeroshot.it, Own work Tramite Wikimedia Commons

Alla scoperta del Colosseo, il gigante di marmo icona di Roma nel mondo.

Il Colosseo, il Foro Romano e il Palatino saranno aperti al pubblico dal lunedì al venerdì dalle ore 10.30 alle ore 16.30 (con ultimo ingresso alle ore 15.30) e, come da disposizioni governative, chiusi nel fine settimana. Il percorso, al Colosseo, seguirà un tracciato a senso unico.

Costruito quasi duemila anni fa, l’Anfiteatro Flavio era in grado di ospitare fino ai 70mila spettatori. Si svolgevano spettacoli di caccia e combattimenti tra gladiatori, mentre il pubblico trascorreva intere giornate tra grida di giubilo e atterriti silenzi.

Simile a una gigantesca torre di Babele protesa verso il cielo, con il ruggito degli spettatori che scalza o sentenzia la morte dei gladiatori, il Colosseo racconta, da quasi duemila anni, la storia di una Roma che gode e si sollazza al grido di “panem et circenses”.
In attesa di svelare, prossimamente, i suoi sotterranei, attraverso una passerella che proteggerà la pavimentazione originale – a conclusione dei lavori di restauro finanziati da Tod’s – e di consegnare al pubblico i livelli III, IV e V, finora inaccessibili, l’Anfiteatro dei Cesari, così come lo chiamavano gli antichi romani, continua a regalare bellezza al viaggiatore solitario che ne lambisce i fianchi.

Un colosso in marmo di Tivoli

vista del colosseo

Passando accanto all’imponente sagoma dell’unico monumento europeo inserito fra le Nuove sette meraviglie del mondo, alto come un palazzo di diciassette piani, capace di contenere fino ai 70mila spettatori, la memoria tramandataci dalle fonti storiche si imbatte nella luce della facciata in travertino bianco latte (estratto in una cava di Tivoli) che si sfilaccia in quattro ordini. Da questo complesso sistema di arcate facevano capolino 160 statue bianchissime.

E attraverso queste arcate, seguendo un numero dipinto di rosso (per essere individuato anche da lontano) il pubblico si infilava tra gli spalti della cavea, accedendo gratuitamente all’anfiteatro ed esibendo una tessera in legno sulla quale era indicato il settore in cui prendere posto. Al termine degli spettacoli, i vomitoria permettevano agli ospiti di defluire con comodità attraverso un intricato complesso di rampe e salite.

Ed ecco l’arena, un ovale con la pavimentazione in muratura e in legno, ricoperta da sabbia per assorbire il sangue, separata dalla cavea tramite un alto podium protetto da una balaustra in bronzo. Un sistema di trappole e montacarichi la connettevano ai sotterranei e agli ambienti di servizio.

L’anfiteatro più grande al mondo

L’arena per combattimenti tra gladiatori più grande dell’antichità, fatta costruire da Vespasiano in appena nove anni, con una lungimirante scelta demagogica per ingraziarsi il popolo, fu inaugurata dall’imperatore Tito a giugno dell’80 d.C con spettacoli che durarono cento giorni.

Illuminato dal sole, con, all’esterno, il ronzio d’acqua delle fontane, questo possente gigante doveva apparire come un gioiello splendente incastonato nel cuore di Roma. Di fronte all’anfiteatro (non ancora Colosseo), il Colosso di Nerone, al quale Vespasiano cambiò il volto sostituendolo con quello del dio sole, spiega il nome assunto in età medievale dal  monumento. Al suo interno, un’acustica perfetta restituiva gemiti, lamenti, il rumore metallico delle armi sugli elmi e sugli scudi, le urla dei gladiatori, il boato dei presenti.

I posti a sedere erano lo specchio della società romana. Uomini e donne occupavano ambienti separati, mentre più si scendeva, più cresceva lo status sociale, in un corteo di sacerdoti, magistrati, senatori, vestali.

Dai resti di cibo all’omaggio ai beniamini: la vita dei romani dentro l’Anfiteatro

colosseum-arena

Non c’era arsura o pioggia che scoraggiasse l’evento più atteso della giornata. Grazie al velario – una ragnatela di cavi sui quali venivano srotolati teli immensi con l’aiuto di cento marinai della flotta di stanza a Capo Miseno – gli spettatori potevano rimanere intere giornate all’interno del Colosseo e persino consumare pasti. Il ritrovamento di resti di cibo, noccioli di pesca e di ciliegia, ossa di pollo, maiale, avanzi di frutti di mare e persino stuzzicadenti, testimoniano quanto fosse normale per i romani addolcire il ventre di fronte allo spettacolo della morte più tremenda.

E il pubblico godeva, esultava, si rammaricava, andava in visibilio di fronte ai propri idoli, al punto da lasciare scolpite sulla pietra le scene dei combattimenti più entusiasmanti e le sagome dei  beniamini. Stando alle fonti, a intrattenere il pubblico, tra uno spettacolo e l’altro, c’erano anche vere e proprie lotterie.

Dal grande ventre del Colosseo, lo spettacolo montava, allargandosi al groviglio di tunnel e sotterranei dove centinaia di addetti, tra fiaccole e lucerne si apprestavano a stupire i presenti con un sistema di montacarichi che consentiva alle belve di fare la loro spettacolare comparsa direttamente nell’arena.

Dalle venationes al combattimento tra gladiatori: il volto spettacolare del Colosseo

Un rigido palinsesto scandiva il susseguirsi degli spettacoli. La mattina erano previste le cacce (venationes) tra animali, o tra uomini e belve, seguite, all’ora di pranzo, dalle esecuzioni capitali, con una spettacolarizzazione assai macabra. Nel primo pomeriggio toccava ai gladiatori, elmi e armi da parata, piume in testa, pronti a combattere a torso nudo davanti a una folla festante.

Fino al 438 d.C, anno in cui, con Valentiniano III i combattimenti tra gladiatori furono aboliti, fu il pubblico a decidere della morte o della vita di altri uomini al grido di “Iugola” (“Sgozzalo”) o “Mitte” (“Salvalo”).

Dall’oblio alla riscoperta

Saranno i terremoti del V e VI secolo a sentenziare l’oblio del monumento che nemmeno il tempo era riuscito a scalfire. Lentamente gli archi del Colosseo iniziano ad accogliere artigiani, bottegai, eremiti con tanto di orto, e persino un cimitero. All’inizio del VI secolo viene dato il via allo smontaggio della struttura, nel IX crolla il settore meridionale. L’intero piano terra viene occupato da famiglie, mentre nel 1349 l’anfiteatro, simbolo di Roma nel mondo, si svuota per divenire preda del degrado. Anche i papi approfittano dei crolli per portare via i preziosi marmi. Solo i grandi lavori durati per tutto il 1800 sottraggono il monumento al crollo definitivo.

Madame de Stael lo aveva definito “la più bella rovina di Roma”. Per Charles Dickens era “stupendo e terribile”, per Goethe “incantevole” con le sue mura gigantesche avvolte dalla luce della luna. E anche per i romani, che ancora oggi passeggiano sotto la sua rassicurante sagoma, il Colosseo resta il tempio della bellezza e della storia di Roma.

Come visitare il Colosseo?

Per i visitatore moderno, accedere all’Anfiteatro Flavio, da sempre il più gettonato dei monumenti italiani, con 7,5 milioni di visitatori solo nel 2019, è un’emozione unica. I percorsi studiati per accogliere il pubblico rendono oggi la visita più consapevole e realmente “immersiva” nella storia del monumento. Il visitatore ha due possibilità di accesso, dal varco Valadier sulla piazza del Colosseo, e dal varco Stern sul lato di via Labicana. L’ APP ParCoColosseo arricchisce e completa la visita

Il percorso è agganciato a due tipologie di biglietto.

percorso ordinario colosseo

“Il Colosseo si racconta” (€ 16,00 + € 2 di prenotazione, della durata di 45 minuti) è il percorso “classico”, fruibile con biglietto ordinario del PArCo da 24h con ingresso dallo sperone Valadier. Coinvolge il I ed il II ordine del monumento e passa attraverso l’esposizione permanente Il Colosseo si racconta.

PERCORSO-ARENA-FULL-EXPERIENCE

La soluzione “Full Experience Arena” (€ 22,00 + € 2,00 di prenotazione valido 2 giorni dal primo utilizzo) con ingresso dallo sperone Stern, prende l’avvio dalla visita all’arena per poi snodarsi lungo il I e il II ordine del monumento, passando attraverso la mostra Il Colosseo si racconta. La durata prevista è di 60 minuti.

PERCORSO-SOTTERRANEO-FULL-EXPERIENCE

“Full Experience Sotterranei del Colosseo” (€ 22,00 + € 2,00 di prenotazione) invece, con ingresso dallo sperone Valadier, oltre alla visita di I e II ordine del monumento, attraversando l’esposizione “Il Colosseo si racconta”, svela i sotterranei dell’Anfiteatro nei quali avveniva la preparazione degli spettacoli. La durata prevista è di 60 minuti.

Orari apertura:

Il Colosseo, il Foro Romano e il Palatino saranno aperti al pubblico dal lunedì al venerdì dalle ore 10.30 alle ore 16.30 (con ultimo ingresso alle ore 15.30) e, come da disposizioni governative, chiusi nel fine settimana.

Info:

parcocolosseo.it

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