Back to Nature 2: a Villa Borghese l’arte contemporanea incontra la natura

back to nature villa borghese 2021
Leandro Erlich, Window & Ladder – Città Eterna, 2021 | Courtesy Zetema

Fino al 25 luglio tra il Parco dei Daini e il Museo Bilotti

Dopo la prima edizione, l’appuntamento torna sotto forma di festival accogliendo una serie di installazioni concepite appositamente per il parco romano. Tra gli artisti in mostra, Marzia Migliora, Giuseppe Gallo, Loris Cecchini, in attesa di Michelangelo Pistoletto.

Un dialogo orchestrato dal vento prende forma tra gli alberi, le fontane gli specchi d’acqua di Villa Borghese, trasformando la natura in un corteo di sculture protese verso l’alto, come alla spasmodica ricerca di libertà dopo l’apnea della pandemia, o semplicemente di una preghiera.

Un’altalena che il dondolio trasforma in organo, una scala allungata verso una finestra, un albero gioiello, un migrante che emerge da uno specchio d’acqua, leggero come un disegno tracciato nell’aria, scandiscono un itinerario che si fa respiro. E il visitatore si immerge in un viaggio concettuale di grande intensità tra il Parco dei Daini, l’area di Piazza di Siena e il Museo Carlo Bilotti.

Dopo il successo riscosso lo scorso autunno, l’arte contemporanea torna a colorare Villa Borghese con Back to Nature 2021, un festival più che una mostra, un’occasione per riflettere sul futuro del mondo e sulla necessità di costruire un nuovo rapporto con la natura.

A questo itinerario gratuito il pubblico potrà unirsi, immergendosi in un armonico dialogo tra la vegetazione e le sculture del parco che accolse la prima residenza del Cardinal Scipione Borghese.

Un festival nel segno della ripartenza

Fino al prossimo 25 luglio runner, sportivi e semplici curiosi avranno un motivo in più per addentrarsi nel grande giardino romano. Oltre alle opere di arte contemporanea, infatti, i visitatori potranno apprezzare, intorno alle grandi installazioni artistiche, anche performance musicali promosse dal Conservatorio di Musica Santa Cecilia, che avranno luogo nel fine settimana.

Abbiamo chiesto a sette nuovi artisti di realizzare una serie di opere appositamente per Villa Borghese. Un elemento che accomuna tutti i lavori concepiti per il parco è il loro allungarsi verso l’alto. Un segnale di buon auspicio per tutti noi, che si tramuta nella volontà di uscire dall’apnea che abbiamo vissuto durante la pandemia per tornare finalmente a respirare.

spiega il curatore Costantino D’Orazio.

Gli Eroi fragili di Giuseppe Gallo

Giuseppe Gallo, Eroi, 2006 | Courtesy Zetema

Se con la sua Assembly 2021, ispirata ai disegni delle luminarie del sud Italia, rielaborazione dei rosoni e dei portali barocchi, l’artista Marinella Senatore rivolge ai passanti un invito liberatorio a sollecitare la mente e il corpo, racchiuso nella citazione da Samuel Beckett “Dance first think later”, le dodici sedie di Giuseppe Gallo, fragili e altissime al tempo stesso, assomigliano a Eroi, incapaci di sostenere alcun peso. Le loro gambe salgono dal terreno come esili tronchi d’albero, in un dialogo silenzioso e pieno di mistero con gli spazi del parco storico. Evocano gli eroi del nostro tempo, fragili e caparbi, come la natura che ci circonda.

INSPIRATION
Guida alle gallerie d’arte contemporanea di Roma

L’albero “gioiello” di Loris Cecchini

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Loris Cecchini, Arborexence, 2021 | Courtesy Zetema

Loris Cecchini dà invece vita a 350 elementi in acciaio che sembrano germinare da uno degli alberi della Villa, conferendo alla pianta una nuova morfologia.

Semplicemente appoggiati all’albero in modo da esaltarne il movimento verso l’alto in una proliferazione continua, producono una forma in continuo e costante movimento. Grazie all’arte, industria e natura convivono in un poetico scambio di gesti, che invitano a staccare sguardo e anima dal suolo elevandoli verso l’alto.

Un migrante sbuca dalla Fontana del Sileno

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Pietro Ruffo, Migrante, 2021 | Courtesy Zetema

E verso l’alto tende il Migrante di Pietro Ruffo, emergendo leggero dallo specchio d’acqua della Fontana del Sileno per raggiungere idealmente la terra dove iniziare una nuova vita: un monumento alla speranza e, al tempo stesso, una provocazione per le coscienze.

“Staccando l’ombra da terra”

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Marzia Migliora, Staccando l’ombra da terra, 2021 | Courtesy Zetema

Con un’intesa e coinvolgente altalena che invita a staccare l’ombra da terra, Marzia Migliora trae ispirazione dalle suggestioni emerse da un ciclo di incontri e corrispondenze con alcune detenute del carcere di Rebibbia. L’installazione è uno strumento sonoro che, attivato dalle persone, suggerisce la condizione di volo e libertà. Attraverso un sistema meccanico e elettronico il dondolio trasforma l’altalena in una sorta di organo, a suggerire un respiro, a riprodurre una voce. In contemporanea, una seconda versione dell’opera è presente all’interno della sezione femminile del carcere di Rebibbia, invisibile al pubblico, così come alle persone detenute è invisibile l’intervento a Villa Borghese.

Un abito a colori per gli alberi di Villa Borghese

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Leandro Erlich, Window & Ladder – Città Eterna, 2021 | Courtesy Zetema

Mentre i tessuti lavorati a maglia dell’Accademia di Aracne (l’unica installazione rimasta dalla precedente edizione di Back to Nature) trasformano gli alberi di Villa Borghese in variopinte sculture dal forte impatto visivo, la lunga scala di Leandro Erlich protesa verso una finestra estrapolata dal suo edificio, suggerendo un movimento potenziale, confonde il sottile confine tra il possibile e l’impossibile prodotto dalla finzione.

Arte e natura al Museo Bilotti

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Allestimento della mostra Arte e Natura. Opere dalle collezioni capitoline di arte contemporanea, al Museo Bilotti | Courtesy Zetema

Il tema della natura, il suo rapporto con l’arte, in un dialogo tra opere fatto attraverso rimandi formali e tematici, si insinua anche nelle sale del Museo Carlo Bilotti, sempre nel cuore di Villa Borghese.

Qui, fino al 19 settembre la mostra Arte e Natura. Opere dalle collezioni capitoline di arte contemporanea, a cura di Antonia Arconti, Ileana Pansino e Daniela Vasta, propone una selezione che abbraccia un ampio arco temporale che, dai primi decenni del XX secolo, arriva fino ai nostri giorni.

Il percorso espositivo diventa anche occasione per valorizzare e far conoscere dipinti, fotografie, video, sculture provenienti dalle collezioni capitoline, scelte a rotazione, e che non godono di uno spazio espositivo museale permanente. L’allegoria del vento, che il pubblico aveva lasciato tra le istallazioni all’aperto, ritorna nel volto di donna di Ettore Tito, nella delicata sezione delle Prospettive aeree, incontra gli alberi di Giosetta Fioroni che diventano per l’artista un’occasione per condividere con il pubblico il proprio vissuto personale. Le margherite di Daniela Perego, con la loro carica evocativa, e i paesaggi romani di Alessandra Giovannoni, alternati ad opere tridimensionali, come le installazioni degli artisti Ana Rewakowicz, Renato Mambor, Piero Fogliati, Ines Fontenla, cedono alle provocazioni del video delle artiste Goldiechiari che smontano lo stereotipo della natura come entità idilliaca e rassicurante. Ritroviamo in mostra il paesaggio di Isabella Ducrot e le rappresentazione dell’infinito di Maria Lai, le visioni cosmiche di Giulio Turcato e Alberto Di Fabio, il mare di Benedetta Cappa Marinetti, che offrono, con tecniche e mezzi diversi, punti di vista differenti sul tema proposto.

Aspettando Tomás Saraceno e Michelangelo Pistoletto

A partire da metà giugno altre opere si aggiungeranno al percorso espositivo di Piazza di Siena, con le riflessioni di Tomás Saraceno e Michelangelo Pistoletto. L’artista argentino esplorerà le connessioni della Terra con l’Universo e dell’Uomo con la Natura e il Cosmo, grazie a un lavoro digitale incentrato su tre livelli di partecipazione attiva del pubblico: un livello sonoro, uno legato alla percezione delle vibrazioni e uno visivo. Chi riuscirà a fotografare un ragno all’interno di Villa Borghese, potrà inviarlo all’artista attraverso la App Arachnomancy per avere in questo modo accesso a un concerto speciale.

Michelangelo Pistoletto ha invece concepito per Piazza di Siena cento panchine, ciascuna adottata da un donatore, che attiveranno un processo di sensibilizzazione sulla relazione tra bene pubblico e comunità, e che, alla fine del festival, saranno distribuite tra piazze, biblioteche e parchi di periferia.

L’ingresso alla manifestazione è gratuito.

Per le visite al Museo Carlo Bilotti – Aranciera di Villa Borghese di sabato, domenica e festivi è obbligatoria la prenotazione allo 060608 entro il giorno prima. Per gli altri giorni è fortemente consigliata. Clicca qui per scaricare la mappa delle opere.

FINO AL 25 LUGLIO 2021

Villa Borghese

Museo Carlo Bilotti Aranciera di Villa Borghese
martedì al venerdì ore 13.00-19.00, il sabato e la domenica ore 10.00 – 19.00

Ingresso libero

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