Mario Cresci, un esorcismo del tempo

Mario Cresci, Un Esorcismo del tempo
Passato e presente, Tricarico, 1968, Courtesy Archivio Mario Cresci

Un viaggio nel mondo della fotografia antropologica con protagonista la Basilicata

Il MAXXI dedica una mostra al fotografo contemporaneo Mario Cresci e alla sua ricerca fotografica dai risvolti fortemente antropologici. MARIO CRESCI. Un esorcismo del tempo, a cura di Marco Scotini e Simona Antonacci, è un’esposizione che raccoglie circa 400 fotografie vintage, documenti d’archivio e oggetti etnografici che danno voce a un’intera regione del Sud della nostra penisola. Un viaggio in grado di trasportarci dentro questo territorio, alla scoperta dei luoghi e delle persone che lo abitano, oltre che una riflessione sulla capacità della fotografia di esorcizzare il tempo.

Mario Cresci, Un Esorcismo del tempo
Dalla serie Ritratti reali, Oliveto lucano, 1972 Courtesy Archivio Mario Cresci
Mario Cresci, Un Esorcismo del tempo
Dalla serie Ritratti reali, Tricarico, 1972 Courtesy Archivio Mario Cresci

L’artista ha trascorso oltre 20 anni in Basilicata, vivendo a stretto contatto con il territorio e le comunità che vi abitano. Il percorso si apre con una sequenza di 95 immagini di Matera, qui esposte per la prima volta. Cresci fotografa luoghi e oggetti, creando un confronto serrato tra il passato e il presente della città.

Seguono le immagini di Tricarico, immortalata in più di 1400 fotografie, di cui sono rimaste le 14 stampe originali esposte. La serie Interni e Interni mossi mostrano dei ritratti di figure fantasmatiche, evanescenti, con i volti sempre mossi, illeggibili, eseguiti sul fondo nitido di locali pubblici (latterie, bar, negozi, sale riunioni, farmacie) di Tricarico nel 1967 e spazi domestici (cucine, camere da letto, salotti) di Barbarano Romano nel 1978-79.

Mario Cresci, Un Esorcismo del tempo
Dalla serie Interni mossi, Barbarano Romano, 1978, Collezione Fotografia MAXXI Architettura

Si arriva poi al cuore della mostra con la serie Fotografia nella Fotografia, dove protagoniste sono le immagini che ritraggono i membri delle famiglie, gli antenati, i parenti. Cresci fotografa le stesse fotografie, o realizza ritratti di famiglia in cui le persone tengono in mano immagini dei loro cari lontani, defunti o emigrati, compensandone così l’assenza. Sono dei veri e propri archivi familiari che danno forma alla memoria, la custodiscono e la perpetrano. Questi ritratti hanno il potere di rendere presente una lontananza o materializzare un’assenza, raccontando storie al contempo personali e collettive, come l’emigrazione, la vita e la morte.

Lungo la parete destra della galleria, oltre 60 fotografie della serie Misurazioni sono messe a confronto con oggetti d’uso quotidiano custoditi in tre teche (timbri del pane, cucchiai in legno, galli in ceramica, giocattoli popolari, il carro della Bruna in cartapesta). Nelle fotografie, gli oggetti sono letteralmente “misurati” e reinterpretati, a riprova dell’approccio analitico e antropologico di Cresci alla cultura contadina e riflesso della sua formazione legata al design e alla grafica.


Fino al 1 Ottobre 2023

MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo
Via Guido Reni, 4a

Orari di apertura: dal martedì alla domenica 11.00 – 19.00

Biglietti: €12

maxxi.art

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