Dall’8 settembre al 15 novembre 100 spettacoli, 240 repliche e oltre 1000 artisti
La quarantunesima edizione del Romaeuropa Festival si presenta come una delle più ricche di sempre: 100 spettacoli con protagonisti 1000 artisti provenienti da tutto il mondo, che animeranno il REF2026 con un programma di musica, teatro, danza, arti digitali e creazioni per l’infanzia.
Il programma di questa edizione, diretta nuovamente da Fabrizio Grifasi, offre oltre due mesi di spettacoli, in programma in oltre 20 location della Capitale: un invito a mettersi in ascolto e a guardare la creazione artistica come un’esperienza ancora viva e necessaria.
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SCENA INTERNAZIONALE
Sono davvero tanti i grandi protagonisti della scena internazionale di questa edizione: dal coreografo fiammingo Michiel Vandevelde, che insieme all’ensemble BRYGGEN-Bruges Strings porta in scena al Teatro Argentina The four seasons changed, un concerto scenico che traduce nello spazio la rilettura che Max Richter ha dedicato alle Quattro stagioni di Vivald a Sasha Waltz, che torna a danzare sulla scena confrontandosi con le Suites per violoncello di J.S. Bach eseguite dalla violoncellista Anastasia Kobekina.
E ancora il coreografo francese Boris Charmatz, che torna al Festival con Muette, un assolo intimo e radicale, e poi l’inglese Ben Duke, in grado di reinventare l’Amleto come un anti-eroe contemporaneo in uno spettacolo che intreccia danza, teatro, stand-up e ironia per interrogarsi sul senso della vita, fino all’intenso duo formato da la franco algerina Nacera Belaza e Valérie Dréville, che si esibirà in una performance dove il gesto incontra lo spazio.

Al Teatro Costanzi l’Opera Ballet Vlaanderen presenta un programma composto da pièce di Jan Martens, Anne Teresa De Keersmaeker e Christos Papadopoulos, tre autori che hanno presenziato più volte al Festival. Lo stesso Papadopoulos in Landless dirige il danzatore greco Georgios Kotsifakis, proseguendo la sua personale indagine su ritmo, ripetizione e trasformazione del gesto mentre, ancora dalla Grecia la coreografa Katerina Andreou incontra Carte Blanche, la compagnia nazionale di danza della Norvegia che riunisce ben quattordici interpreti in How Romantic.
Spettacoli di danza pensati per coinvolgere tutte le generazioni e pubblici differenti: Le Pas du Monde del sorprendente Collectif XY, in scena al Teatro Olimpico, si rivolge a tutte le età, dando vita a paesaggi in trasformazione, mentre dal Marocco torna il Groupe Acrobatique de Tanger, guidato da Raphaëlle Boitel, che firma una nuova creazione in cui la forza acrobatica si misura con una scrittura formale e poetica. Dalla Corea del Sud, Eun-Me Ahn intreccia ritualità, nuovo circo, pop culture, eccentricità e colori nel suo Post-Orientalist Express.

Ancora dalla Corea del Sud arriva il regista Jaha Koo, vincitore dell’International Ibsen Award, che presenta Haribo Kimchi: un vero chiosco di street food riempie la scena, trasformando così la preparazione del tradizionale cavolo fermentato coreano in un gesto autobiografico e simbolico.
Anche per l’indiano Pankaj Tiwari e per il regista portoghese Tiago Rodrigue è il tema della memoria a essere protagonista, nel primo caso con The Harvest of Broken Promises, che racconta le trasformazioni dell’agricoltura indiana sotto l’influenza dell’agroindustria globale, mentre per il secondo è il ricordo paterno a riempire la scena nel suo No Yogurt for the Dead, omaggio alla sua memoria attraverso gli ultimi appunti da lui lasciati incompiuti.

DANZA E TEATRO ITALIANO
Torna a Romaeuropa uno dei registi che più profondamente hanno segnato la storia del Festival, Romeo Castellucci. con la sua nuova creazione Faust. Fatto, non detto, una radicale esperienza scenica che indaga la figura dell’artista, sospesa tra condanna e redenzione, realtà e visione.
In scena al Teatro Vascello Marta Cuscunà in prima nazionale con la sua ultima produzione, La Medium, la storia vera di Hersilie Rouy, figlia dell’illusionista Charles Rouy, reclusa in manicomio per quattordici anni, in un immaginario che intreccia illusionismo dando voce alle “donne invisibili”, mentre la regista Giorgina Pi rilegge la figura di Filottete in chiave femminile in Lemnos, intrecciando mito e presente.

Ancora al Teatro Vascello Pietro Giannini con il suo nuovo lavoro STARMAN – La vera storia di Leon Skum, un affresco concreto e visionario che interroga il mito della tecnologia nell’era di Elon Musk; Giacomo Bisordi, insieme a Fabrizio Sinisi allestisce per la scena il romanzo Il Prodigio con gli attori Chiara Ferrara, Gabriele Portoghese e Federica Rosellini, mentre il Premio Ubu Marco D’Agostin, insieme alla danzatrice Marta Ciappina, raccoglie in Catalogo un commovente mosaico di addii, in cui l’ultima prova di una danzatrice diventa una partitura corale sul congedo, costruita attraverso lo sguardo di coreografi e registi come Silvia Gribaudi, Francesca Pennini / CollettivO CineticO, Sotterraneo ed Emio Greco / Pieter C. Scholten.

Negli spazi del Mattatoio invece si svolgerà il ciclo HEIMAT – Patria/Straniero, realizzata con l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico”: cinque giorni di spettacolo in cui Fabiana Iacozzilli, Thom Luz, Ersan Mondtag, Leonardo Lidi e Leonardo Manzan dirigono gli stessi interpreti del corso di II livello in recitazione dell’Accademia, utilizzando un dispositivo scenico condiviso per dare vita a una riflessione plurale sull’identità e l’appartenenza.
Sempre negli spazi di Testaccio il corpo femminile e la sua rappresentazione sono al centro di CAN CAN, spettacolo nato dall’incontro tra il regista, Premio Nazionale della Critica, Giovanni Ortoleva e l’attrice Irene Mantova, mentreil regista Piero Maccarinelli presenta una lettura de L’ora dei predatori di Giuliano da Empoli con Elisabetta Pozzi e Tullio Solenghi, seguita da un incontro sui temi del libro.
MUSICA

Grande spazio alla musica nel programma del Festival tra sperimentazione, pop e scrittura contemporanea: Osmium, il progetto nato dall’incontro tra la violoncellista Hildur Guðnadóttir e James Ginzburg, il concerto di Kangding Ray, che presenterà il suo nuovo AV Live Superfluid, e ancora il pluripremiato ensemble di percussionisti Third Coast Percussion in un dialogo con la compositrice, performer e musicista elettronica Jlin.
Per la prima volta al Festival arriva anche Vinicio Capossela, insieme a Pierpaolo Capovilla, presenta E morte non avrà dominio, ballad opera liberamente tratta dalla vita di Renato Striglia e dall’opera di Dylan Thomas.

Numerosi sono gli omaggi dedicati agli anniversari dei grandi maestri della musica del Novecento: per i novant’anni di Steve Reich, una dedica da Blow Up Percussion, con esecuzioni di lavori come Pendulum Music, Drumming e Come Out, mentre per il centenario della nascita di Hans Werner Henze, Romaeuropa dedica, in corealizzazione con l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, Voices, potente affresco civile e poetico affidato al New European Ensemble diretto da Carlo Boccadoro.
Nella Sala Santa Cecilia dellAuditorim i pianisti Maki Namekawa e Thomas Enhco si metteranno a confronto interpretandouna delle più celebri composizioni per pianoforte del Novecento, The Köln Concert di Keith Jarrett, mentre il The Avex Ensemble si esibirà in uno speciale cine-concerto dedicato all’iconica colonna sonora di Blade Runner, firmata da Vangelis.

REF KIDS & FAMILY – SPAZIO DEDICATO ALL’INFANZIA E ALLA PRE-ADOLESCENZA
La sezione REF Kids & Family propone tre weekend di spettacoli e attività gratuite di musica, teatro e nuovo circo curate da Stefania Lo Giudice: gli spazi de La Pelanda si trasformeranno in un’area dedicata ai bambini e alle famiglie, ospitando un programma di spettacoli e un playground con attività ludiche ed esperienziali.
I fiamminghi ZONZO, nell’ambito di Flanders State of the Art, presentano una nuova esperienza immersiva dedicata all’incontro tra il jazz e il giovanissimo pubblico; il focus sulla scena catalana vede protagonisti Anna Confetti con il divertente Where is Stefie?, lo spettacolo di magia su ruote Maginarium di Pau Segalés, Copiar di Animal Religion, che invita un gruppo di bambini del pubblico a interpretare lo spettacolo, i clown di LaBú Teatre con Triplette e lo spettacolo per tutte le età FORAT di Dudu Arnalot.
Dall’Olanda arriva la compagnia de Dansers, che con A Small Anatomy costruisce un viaggio gioioso nel corpo attraverso danza e musica dal vivo; B A T U di Artefactos Bascos indaga forme geometriche e intrecci visivi insieme a bambini dai 3 ai 6 anni; dalla Norvegia, con il sostegno dell’Ambasciata di Norvegia, Frida Odden Brinkmann presenta il suo Cirkus Antero, mentre il giapponese Kenji Shinohe, si rivolge a un pubblico di adolescenti con Action Briquette Z – Manga, Beat & Dance, un assolo di teatrodanza che esplora l’universo pop del manga tra suono e movimento. Tra le presenze italiane Federica Migliotti con Teatro Viola e Campsirago Residenza in scena con due spettacoli dedicati a un pubblico dai 0 ai 3 anni.
Closing
Il gran finale dell’edizione, in programma il 15 novembre, si preannuncia come una vera e propria maratona musicale, un grande rito collettivo dell’ascolto in cui i musicisti invaderanno la Sala grande dell’Auditorium Parco della Musica in un closing capace di attraversare repertori, pubblici e atmosfere. Dodici ore di concerti con un pomeriggio che anticipa le celebrazioni per il novantesimo anniversario di Philip Glass (gennaio 2027), attraverso l’esecuzione integrale degli Études affidata a Vanessa Wagner e di Águas da Amazônia con Third Coast Percussion, e un inizio e fine giornata in Sala Santa Cecilia interamente dedicato al Classical Rave Party di Enrico Melozzi.

La mattina sarà dedicata a 100 Cellos con Giovanni Sollima; la sera all’Orchestra Notturna Clandestina con ospiti d’eccezione come Alessandro Baricco, Gloria Campaner, Elsa Lila, Anastasio e Fasma, per demolire i confini tra accademia e vita reale, tra concerto e festa.
