Scopri il programma della XXI edizione di Short Theatre dal 3 al 12 settembre

Dal 3 al 12 settembre 2026 torna la 21esima edizione di Short Theatre, il festival internazionale dedicato alla creazione contemporanea e alle performing arts, 10 giorni di programmazione, 40 tra compagnie, progetti artistici e figure che uniscono arte, pensiero critico e politica, in un programma che conta oltre 65 appuntamenti e mappa le geografie artistiche contemporanee, spaziando nel Sud ed Est Globale, coinvolgendo artiste/i da Italia, Spagna, Francia, Polonia, Ungheria, Algeria, Libia, Eritrea, Camerun, Rwanda, Messico, Cina.

IL PROGRAMMA 2026

ST26, il cui logo quest’anno è tato realizzato da Taquitojocoque, irriverente illustratrice messicana che fonde la cultura pop con il patrimonio culturale messicano, torna ad abitare gli spazi della Pelanda del Mattatoio, grazie al contributo dell’Azienda Speciale Palaexpo e della neonata Fondazione Mattatoio – Città delle arti. ST26 vede coinvolti anche il Teatro India, luogo in cui il festival è nato vent’anni fa, il Teatro Vittoria, il Cinema Troisi, il MUCIV-Museo delle Civiltà e il MACRO – Museo d’Arte Contemporanea di Roma.

L’opening all’Orto Botanico

La serata di apertura del festival, il 3 settembre dalle 18 alle 22, sarà organizzata in uno spazio d’eccezione, all’interno dell’Orto Botanico di Roma con spettacoli, performance e riti sonori.

Inaugura la prima giornata l’incontro con Annalisa Metta, architetta e docente di Architettura del Paesaggio all’Università Roma Tre. Le ammalianti Serre Tropicali e Monumentali dell’Orto diventeranno poi habitat immersivi grazie alle sonorizzazioni di Oscar Ngu Atanga, sound artist del Camerun e di LEMMO, giovane compositore e sound researcher nel campo della musica elettronica e sperimentale. E ancora lo spettacolo- lecture Dance for Nothing (revisited) di Eszter Salamon, in cui la coreografa e performer ungherese ripropone la Lecture on Nothing (1949) di John Cage, e gli interventi performativi di Rhuena Bracci (ex ginnasta, coreografa, danzatrice e formatrice yoga) e Fedra Morini (attivista, performer e autrice). Esplorerà il mistero del creato il rito sonoro Naturale sconosciuto di Mariangela Gualtieri, poetessa e drammaturga cesenate, mentre farà da ideale contraltare al rito sonoro della Gualtieri DOWN della svizzera Melissa Guex, combinazione esplosiva di corpo danzante e batteria dal vivo.

ST26 prosegue dal 4 settembre alla Pelanda del Mattatoio con il lavoro di Muna Mussie, artista di origini eritree che presenta il suo Cinema Impero in tre tappe – al Cinema Troisi, al MUCIV – Museo delle Civiltà e al MACRO – Museo d’Arte Contemporanea di Roma. Un dispositivo che prende il nome dall’omonimo cinema situato nel centro di Asmara, costruito nel 1937 durante il regime fascista, e riattraversa gli archivi coloniali mettendo in dialogo materiali video provenienti dall’Istituto Luce e dall’archivio privato dell’artista. Interviene sugli immaginari coloniali attraverso la lente dell’esperienza personale anche Betty Tchomanga, performer e coreografa franco-camerunense con Histoire(s) Décoloniale(s), serie coreografica concepita come una raccolta di ritratti dove ogni episodio affronta la storia coloniale e la sua eredità a partire da singoli percorsi individuali.

GILDAA, cantante e attrice franco-brasiliana che mescola nel suo lavoro teatro, influenze musicali brasiliane e dell’Africa occidentale e chanson, e Asmaa Jama & Gouled Ahmed con lo screening di Except this time nothing comes back from the ashes, progetto di moving image di  che esplora l’autoritratto, l’archiviazione e la memoria. L’incontro artistico e il dialogo tra forme espressive diverse è al centro anche di L’Echo, nuovo lavoro della coreografa franco-algerina Nacera Belaza, in prima nazionale al Teatro India il 10 e 11 settembre in un duo che vede in scena l’artista stessa accanto a Valérie Dréville, attrice francese nota per il suo trentennale percorso nel cinema d’autore.

Il ritorno di Alberto Cortès

El corazón de Ester, nuova produzione dell’autore e performer Alberto Cortès – per la prima volta in Italia l’anno scorso a ST – trae ispirazione da un misterioso manoscritto del XIX secolo contenente scritti d’amore di una donna di nome Ester che descrive come l’amore la porti a scomparire. Il tema del romanticismo emerge anche nelle danze camp di Cristina Kristal Rizzo, in prima nazionale il 6 e 7 settembre con Sentimental1, un solo liberamente ispirato al lavoro di Derek Jarman e di William Blake, dove la figura nello spazio compone una coreografia di gesti, pose e danze istantanee.

Il teatro viene inteso come spazio dell’artificio per eccellenza con François Chaignaud che torna a ST26 l’8 e 9 settembre insieme al beatboxer Aymeric Hainaux con Mirlitons, performance in cui il canto lirico battaglia con il beatbox.

Michel. The animals I am è lavoro coreografico di Chiara Bersani, che si confronta con il repertorio della danza classica partendo dal Lago di Cigni e affidando a tre corpi con disabilità la possibilità di reimmaginare e trasmettere il movimento. In occasione della sua presenza il 4 e 5 settembre Chiara Bersani terrà anche un workshop gratuito rivolto a persone con e senza disabilità.

L’incontro tra gesto e suono 

Il 9 settembre l’incontro tra corpo e voce, tra gesto e suono è al centro di Comeback della coreografa Fabritia D’Intino e della musicista Agnese Banti: le due artiste fanno convergere i rispettivi linguaggi tramite l’utilizzo di archivi sonori che possano veicolare una riflessione sul presente. Ed è ancora un duo che lavora sulla relazione tra linguaggi in Variazione No.1: si tratta delle Sorelle di Damiano, giovani performer milanesi.

Mathilde Invernon, performer franco-svizzera, presenterò invece il suo BELL END, il 10 e 11 settembre: un lavoro che decostruisce la mascolinità tossica nella progressiva metamorfosi dei corpi in scena. Recupera invece la dimensione estatica ed enigmatica della creazione artistica l’emergente coreografa Maya Oliva, a ST26 il 7 e 8 settembre in prima nazionale con In perpetual blooming, despite the gods, uno studio che si ispira a testi perduti come le prime sei pagine del Vangelo secondo Maria Maddalena.

Nella serata conclusiva, il 12 settembre, agisce nella dimensione filosofica e contemplativa della creazione L’Infinito Carnale, la danza ideata da Claudia Castellucci basata su un dialogo da lei scritto tra due eremiti cristiani, Antonio d’Egitto e il suo giovane discepolo Ilarione di Gaza, e su una drammaturgia concepita in forma ritmica, dove lə performer in scena si muovono nella sonorità di un dialogo incorporato nell’habitat sonoro di Stefano Bartolini. Una tensione vibrante innerva This resting, patience della polacca Ewa Dziarnowska, a ST26 l’11 e il 12 settembre, performance di tre ore in cui il pubblico può muoversi liberamente, e può essere mosso dalle performer.

Progetti site-specific

Il tempo di ST26 alla Pelanda del Mattatoio si addensa di esperienze con formati sperimentali e site specific. Tra queste Pairadaëza #Mattatoio, ultima creazione di Antonio Tagliarini, in prima nazionale l’8 e 9 settembre in una versione speciale ideata per ST26, che dà vita a una piccola comunità temporanea dando appuntamento in un giardino nascosto nel cuore di Testaccio, o la nuova creazione drammaturgica di Giorgina Pi, il 7 settembre, con progetto speciale tra installazione e ascolto radiofonico. O ancora, la Serenata lesbica di Sara Leghissa e Taquitojocoque, un esperimento politico e romantico collettivo che riunisce le pratiche e i segni artistici delle due artiste, che attraverso canzoni della tradizione popolare e contemporanea messicana compongono e ricompongono un immaginario politico lesbico.

Con il desiderio di ampliare la conoscenza dei linguaggi del contemporaneo, Short Theatre 2026 continua a dar corpo a una trasmissione dei saperi, con CAMERA, formato inaugurato nella scorsa edizione del festival che invita il pubblico a far ingresso nella “camera” di creazione drammaturgica di artiste e autrici.Quest’anno saranno coinvolte figure e percorsi artistici molto differenti tra loro: Daria Deflorian, attrice, autrice e regista teatrale tra le più apprezzate in Italia e all’estero; Giulia Crispiani, editor, traduttrice, autrice la cui pratica di scrittura si intreccia con l’arte visiva e performativa; El Conde de Torrefiel, compagnia catalana nota a livello internazionale per i peculiare lavoro drammaturgico.

Torna poi per la seconda volta CLASSE, il progetto di AREA06 che propone brevi conferenze gratuite aperte a tutti, coinvolgendo un gruppo ristretto di giovani studenti, che segue un percorso a loro dedicato, mescolandosi al pubblico del festival. CLASSE 2026 vedrà la partecipazion di Paul Preciado, Daniel Blanga–Gubbay, Teodora Grano, Giuseppe Comuniello e Camilla Guarino, Eszter Salamon, Françoise Vergès, Adelita Husni Bey e Sara Alberani, Viola Lo Moro con Giulia Paganelli (evastaizitta), Nina Ferrante, Maddalena Fragnito, Claudia Durastanti e molti altri.

Short Theatre 2026 a Roma

Il tempo del festival sarà scandito dalle suggestioni sonore della dj, artista e cantante Lola Kola, di HABIBIBITCH, nome d’arte della dj, artista multidisciplinare, docente e attivista franco-algerina, figura di spicco della scena queer, di otay:onii, poliedrica artista originaria di Haining, Cina, nota per il suo mix unico di musica tradizionale cinese, elettronica, nevrosi post-industriale e art-pop, e di CORPS CITOYEN, collettivo artistico multidisciplinare con sede tra Tunisi e Milano.

Il programma comprende inoltre lo screening di Like a Flood, opera audiovisiva di Husni Bey che, a partire da un archivio fotografico recentemente riscoperto e reinterpretato, riflette sull’interruzione dell’approvvigionamento idrico in Libia causata dallo sfruttamento delle risorse idriche e dalle politiche di insediamento forzato durante la colonizzazione italiana.


Artisti:

Adelita Husni Bey / Sara Alberani / LOCALES — Alberto Cortés — Annalisa Metta — Antonio Tagliarini — Asmaa Jama & Gouled Ahmed — Aymeric Hainaux & François Chaignaud —Betty Tchomanga / GANG — Biagio Caravano — Chiara Bersani —Claudia Castellucci / Compagnia Mòra  — Corps Citoyen  — Cristina Kristal Rizzo — Daniel Blanga Gubbay — Daria Deflorian — Dorothée Munyaneza / Compagnie Kadidi — El Conde de Torrefiel — Eszter Salamon — Ewa Dziarnowska — Fabritia D’Intino & Agnese Banti — Fedra Morini — Françoise Vergès — GILDAA — Giorgina Pi / Nicole De Leo / Bluemotion — Giulia Crispiani — Giuseppe Comuniello & Camilla Guarino — HABIBITCH — Industria Indipendente — Lemmo — Lola Kola / Acetato — Mariangela Gualtieri / Teatro Valdoca — Master Studi e Politiche di Genere / Roma Tre — Mathilde Invernon / Compagnie Carmen Chan — Maya Oliva — Mélissa Guex — Muna Mussie — Nacera Belaza —  Oscar Atanga — otay:onii — Paola Granato — Paul Preciado — Rhuena Bracci — Sara Leghissa — Taquitojocoque — Sorelle di damiano — Teodora Grano — Vanasay Khamphommala / Lapsus chevelü – Viola Lo Moro, Giulia Paganelli, Nina Ferrante, Maddalena Fragnito, Claudia Durastanti / Libreria Tuba