Dal 28 febbraio al 1 marzo presso il Salone delle Fontane torna l’appuntamento con il Roma Whisky Festival
Dal 28 febbraio al 1 marzo 2026, al Salone delle Fontane, torna l’appuntamento che a Roma mette d’accordo curiosi e grandi intenditori: il Roma Whisky Festival, due giorni dedicati al “re” dei distillati tra degustazioni, cultura di prodotto e tanta voglia di scoprire nuove etichette.
L’atmosfera è quella di una grande festa per chi ama il whisky in tutte le sue forme: dagli stand delle principali aziende del settore alle bottiglie pensate per chi si avvicina per la prima volta, fino alle referenze più rare e ricercate per chi colleziona e cerca emozioni fuori dall’ordinario. Proprio agli appassionati più esperti è dedicata la Vintage Area, realizzata in collaborazione con Oro Room, uno spazio curato dove assaggiare malti preziosi e introvabili.
Il whisky, qui, non è solo degustazione “in purezza”. Grande attenzione anche alla miscelazione, con una drink list creata appositamente per valorizzare il distillato. E Oro Room sarà protagonista anche fuori dalla fiera con l’unica guest-night dell’edizione: domenica 1 marzo dalle 23.00, una serata sponsorizzata da Brown Forman per la presentazione di “Ceralacca”, il nuovo locale di Simone Onorati e Raimonda Basso Bondini.

«Il Roma Whisky Festival è diventato negli anni un punto di riferimento per chi ama questo mondo, senza perdere l’attenzione verso chi inizia», racconta Andrea Fofi, fondatore e organizzatore della manifestazione. L’obiettivo resta lo stesso: rinnovarsi di anno in anno, aprendo sempre di più anche agli altri brown spirits come rum, cognac, armagnac e brandy, e ampliando lo spazio dedicato alle etichette vintage.
L’edizione 2026 porta il whisky anche oltre il bicchiere. Domenica 1 marzo alle 17.00 il Salone delle Fontane ospita la Old No.7 B(r)and, progetto nato per celebrare l’eredità di Mr. Jack Daniel e della sua leggendaria Silver Cornet Band: un live che unisce rock e bar culture, con una band composta interamente da bartender e professionisti del settore.
Non poteva mancare, poi, l’imbottigliamento ufficiale del festival: un Ardmore 17 yo (2008, Bourbon cask), non filtrato, caratterizzato da una lunga maturazione in botti ex Bourbon e pensato per chi cerca una bottiglia da ricordare.
Tra le esperienze più attese, come ogni anno, ci sono le masterclass: in programma quella di Laphroaig (“Tra mare e torba”) e quella di House of Suntory (“L’arte del whisky giapponese”), oltre a seminari dedicati a imbottigliatori indipendenti e original bottling, perfetti per chi ama approfondire.
E perché una giornata di tasting merita anche il giusto contorno, cresce anche l’area food: quest’anno arriva un ape car con pulled pork aromatizzato al whisky, accanto alle proposte di crudi o ostriche e a uno spazio dedicato al cioccolato curato da Fonderia & Design. Per l’area birra, invece, il partner è il Morrison Pub, indirizzo storico di Prati e punto fermo per chi ama le pint fatte bene.
A chiudere, torna il premio “Whisky & Lode”, che seleziona i migliori whisky presenti al salone con una giuria di esperti e degustazioni alla cieca, tra Scotch, cask strength, world whisky e American whiskey.