In mostra due straordinarie opere dalla Mongolia per celebrare il dialogo tra Oriente e Occidente
Dal 20 gennaio al 22 febbraio 2026 la Galleria Borghese offre al pubblico un’occasione unica: ammirare opere solitamente conservate a decine di migliaia di chilometri di distanza, riunite per la prima volta come espressioni di un medesimo momento storico. In collaborazione con il Museo d’Arte Orientale di Torino saranno infatti esposte due straordinarie opere dell’artista mongolo Zanabazar, proponendo una relazione inedita tra Oriente e Occidente nel segno del barocco globale.
Zanabazar è il nome spirituale di EshidorJi, appartenente alla nobile discendenza di Gengis Khaan; nato nel cuore della steppa asiatica visse nel XVII secolo e fu venerato come reincarnazione di uno dei cinquecento discepoli originari del Buddha.

Capo spirituale di eccezionale carisma, Zanabazar fu anche un brillante linguista e, soprattutto, il più grande scultore mongolo dell’età moderna. A lui e ai suoi discepoli si devono opere profondamente ispirate a viaggi e soggiorni nei monasteri tibetani, venerate come oggetti sacri nei luoghi di culto e nei templi da lui fondati in tutta la Mongolia. Tra queste, le raffigurazioni delle Tara si distinguono per l’altissimo valore estetico, manifestazioni femminili del Buddha, divinità legate alla protezione, alla liberazione e agli stati interiori dell’essere.
Zanabazar seppe diffondere il buddismo in Mongolia su una scala senza precedenti, rendendolo accessibile ai fedeli comuni.
Zanabazar fu contemporaneo di Bernini: entrambi hanno lasciato un’impronta indelebilenelle rispettive culture, l’uno in Europa, l’altro in Asia. Entrambi hanno inaugurato nuovi linguaggi artistici, elaborando visioni innovative e metodi inediti per reinterpretare temi e soggetti tradizionali, dando vita a modelli destinati a influenzare profondamente le generazioni successive. Due mondi lontani, un’unica forza creativa capace di cambiare la storia dell’arte.


Le due opere in mostra (una raffinata Tara verde e un autoritratto-scultura in bronzo dello stesso Zanabazar in trono) provengono dal Chinggis Khaan National Museum di Ulan Bator (Mongolia) e sono presentate al pubblico in un contesto di dialogo e confronto senza precedenti. E’ infatti la prima volta che opere di questo artista raggiungono l’Europa, e per la prima volta nella storia i visitatori di un museo occidentale possono godere di queste presenze e della loro contiguità estetica e formale con il nostro patrimonio artistico, testimoniando un incontro inedito e pieno di potenzialità.
