L’evento dedicato agli amanti del buon vino si terrà al Sal Paolo District.

Roma si prepara a un weekend “selvaggio” nel senso migliore del termine: dal 7 al 9 marzo 2026 torna Vini Selvaggi, la fiera indipendente dedicata ai vini naturali e all’agricoltura artigianale, ospitata al San Paolo District.

TI POTREBBE INTERESSARE
La Guida alle Migliori Vinerie di Roma

Il progetto

Vini Selvaggi nasce con l’intenzione di promuovere un nuovo modo di bere, responsabile e autentico, basato sull’impegno dei piccoli produttori vitivinicoli il cui comune denominatore è la vinificazione naturale e l’attenzione a un’agricoltura sostenibile. La manifestazione cerca quindi di incoraggiare i produttori di vino a percorrere questa strada, che sta attraendo sempre di più le nuove generazioni, soprattutto nel resto d’Europa.

Protagoniste della manifestazione saranno quindi piccole cantine di vini naturali e distillerie artigianali, attive nella vinificazione  naturale, basata  sulle fermentazioni spontanee attivate da lieviti indigeni (altrimenti detti lieviti selvaggi, da qui il nome della fiera), senza fare ricorso all’aggiunta di additivi. Le uve sono raccolte a mano e provengono da vigneti sani, secondo i principi dell’agricoltura biologica e biodinamica.

L’edizione 2026

L’edizione 2026, la sesta, riunirà oltre 120 vignaioli indipendenti dall’Italia e dall’Europa, con produttori in arrivo da Francia, Spagna, Slovenia e Austria. In degustazione vini identitari, fuori dagli schemi convenzionali, ma profondamente legati ai territori di origine. Oltre ai banchi d’assaggio, non mancheranno momenti di confronto e approfondimento su temi come sostenibilità, mondo rurale e cultura del bere consapevole.

La grande novità di quest’anno è la festa di apertura “Naturalmente Selvaggi!”, in programma sabato 7 marzo dalle 16.00 alle 22.00, sempre al San Paolo District: ingresso gratuito, con somministrazioni a pagamento. La serata vedrà protagonisti gruppi di vignaioli (anche alcuni non presenti durante la fiera), con focus su collettivi e territori specifici, tra cui l’Associazione Vignaioli Vulcani Laziali e il gruppo Senza Meja tra Collio e Carso italiano e sloveno, con aziende come Radikon, Nikolas Juretic e Paraschos. Attesi anche distillatori, fermentatori, produttori di caffè e artigiani del naturale.