Un viaggio nel mondo dell’anticonvenzionale fotografa e cineasta parigina

Dal 25 febbraio al 25 maggio 2026 l’Accademia di Francia a Roma-Villa Medici rende omaggio all’opera fotografica dell’artista e regista Agnès Varda attraverso la prima grande retrospettiva a lei dedicata in Italia. Le due anime della fotografa e della cineasta dialogano qui attraverso 130 stampe originali, estratti di film, pubblicazioni, documenti, manifesti, fotografie di scena e oggetti appartenuti all’artista.

L’esposizione riunisce le opere di diversi altri artisti: Giancarlo Botti, Michaële Buisson, Alexander Calder, Martine Franck, Dominique Genty, JR, Liliane de Kermadec, Michèle Laurent, Claude Nori, Laurent Sully-Jaulmes, Robert Picard, Valentine Schlegel, Collier Schorr.

Agnès Varda. QUI E LÀ TRA PARIGI E ROMA
Agnès Varda, Autoportrait dans son studio rue Daguerre

Il percorso espositivo

Perno centrale della mostra è il cortile-atelier di rue Daguerre, luogo di vita, creazione e sperimentazione di Agnès Varda per quasi sette decenni, inscindibile dalla sua opera. Studio di posa, laboratorio fotografico e sede della sua prima mostra nel 1954, sarà condiviso più tardi con il suo compagno, il regista Jacques Demy. Da questo spazio, cuore pulsante del suo universo, si irradiano poi le esperienze di viaggio che l’artista ha fatto in Italia,da Venezia a Roma, nelle ville e nei giardini rinascimentali o sui set cinematografici.

Le fotografie e gli estratti di film in mostra mettono in risalto il suo sguardo anticonvenzionale, venato di umorismo e di singolarità: dagli esordi nel suo Atelier parigino ai primi approcci con il cinema, che la vedono vicina alla Nouvelle Vaugue, dagli scatti dedicati alle tematiche femminili e a chi vive ai margini fino ai reportage di viaggio.

Agnès Varda. QUI E LÀ TRA PARIGI E ROMA
Agnès Varda, Rue
Mouffetard, Parigi, V
arrondissement, 1957, © Succession Agnès Varda

L’artista ebbe con L’Italia un legame profondo, visibile attraverso una selezione di fotografie inedite realizzate durante due soggiorni, nel 1959 a Venezia e nel 1963. Agnès viaggia nella città lagunare alla ricerca di luoghi di ripresa per La Mélangite (ou Les Amours de Valentin),un film che non vedrà mai la luce. Le sue fotografie testimoniano la scoperta dell’Italia e il suo gusto per il pittoresco, in scatti che giocano con ombre e contrasti.

E’ in occasione di questo viaggio che realizza uno dei suoi celebri autoritratti davanti a una tela di Gentile Bellini, giocando con umorismo sulla sua acconciatura ormai divenuta iconica.

Agnès Varda
Agnès Varda, Fellini alla porta di Vanves,
Parigi, XIV Arrondissement, marzo 1956, © Succession Agnès Varda

Nel maggio 1963, la rivista francese Réalités le commissiona un ritratto di Luchino Visconti, appena insignito della Palma d’oro per Il Gattopardo. Parte quindi per Roma con tre macchine fotografiche: oltre al grande regista, Agnès entra in contatto anche con Jean-Luc Godard, impegnato nello stesso periodo a girare Il disprezzo negli studi Titanus.

L’esposizione, frutto di un lungo lavoro di ricerca, si basa sul fondo fotografico di Agnès Varda, nonché sugli archivi di Ciné-Tamaris, la società di produzione da lei fondata, oggi diretta dai figli Rosalie Varda e Mathieu Demy.