C’è un momento, a Roma, in cui la città cambia ritmo. È quello dell’aperitivo, quando le strade si riempiono e i tavolini si moltiplicano. Ma se è vero che l’offerta è vastissima, è altrettanto vero che spesso tende ad assomigliarsi: spritz, taglieri standard, formule già viste. Eppure, negli ultimi anni, qualcosa si sta muovendo. Sempre più locali scelgono di raccontare un’idea diversa di aperitivo, più personale, più identitaria, spesso più legata alla materia prima e alla ricerca.
Ecco allora una selezione di indirizzi a Roma dove bere (e mangiare) fuori dagli schemi, tra botteghe contemporanee, cocktail bar non convenzionali e progetti ibridi che vale la pena scoprire.
Enoteca Grado
Via Alessandria, 56 (Salario/Porta Pia)

C’è un modo diverso di avvicinarsi al vino, ed è quello che propone Enoteca Grado, aperta nel 2023 a due passi da Porta Pia. Qui non esiste una carta dei vini nel senso tradizionale del termine: la selezione si costruisce al momento, attraverso il dialogo diretto con chi il vino lo conosce e lo sceglie ogni giorno. Il progetto, oggi guidato da Riccardo Carascon, nasce proprio con l’idea di abbattere quella distanza che spesso si crea tra cliente e bottiglia. Niente liste infinite da decifrare, ma un percorso guidato che invita a uscire dalla comfort zone e scoprire etichette meno note, spesso provenienti da piccoli produttori. L’atmosfera è raccolta e conviviale, con pochi coperti e un design caldo, mentre la proposta gastronomica si muove tra cicchetti e tapas di ispirazione italiana. Piccoli assaggi pensati per la condivisione, come il baccalà con crema di zucca o il blu di bufala con miele e mandorle, accanto a piatti più strutturati ma sempre essenziali. Interessanti anche i percorsi di degustazione regionali e una selezione di distillati e cocktail curata con attenzione. Un indirizzo da segnare per chi vuole bere bene, ma senza formalismi.
Le Crete
Via dei Monti di Creta (Baldo degli Ubaldi)

Più che un locale, Le Crete è una bottega contemporanea che porta a Roma un pezzo di Toscana, senza filtri. Il progetto nasce nel 2024 attorno alla figura di Pietro Accolti Gil, oste nel senso più autentico del termine, affiancato dalla moglie Beatrice. Lo spazio è essenziale, quasi domestico, costruito attorno al banco e al rapporto diretto con il cliente. Qui la proposta è chiara e coerente: salumi, formaggi e piatti della tradizione toscana, dal lampredotto alle preparazioni più semplici e identitarie. Anche i vini seguono la stessa linea, con una forte presenza di etichette naturali. È un luogo che funziona bene sia come gastronomia sia come punto di sosta per un aperitivo informale, fatto di prodotti scelti con cura e senza sovrastrutture.
Ruma
Via di Parione, 13 (Centro Storico/Parione)

A pochi passi da Piazza Navona, Ruma è un progetto che affonda le radici nella Maremma e le porta in città in modo diretto e concreto. Dietro ci sono Matidia e Guido Pallini, che hanno trasformato l’eredità familiare in una bottega contemporanea. Lo spazio è raccolto, con materiali semplici e un’estetica calda che richiama il mondo agricolo. Il cuore resta la produzione: formaggi di bufala, carne da allevamenti selezionati, ortaggi e materie prime che seguono la stagionalità. Il menu cambia spesso, ma mantiene una linea precisa: piatti essenziali, pensati per la condivisione e costruiti attorno alla qualità degli ingredienti. Da non perdere la selezione di formaggi, dalla mozzarella fresca alle stagionature più complesse, e il gelato di bufala, perfetto anche in versione “da passeggio”.
Mostro
Piazza di Porta San Paolo (Ostiense/Testaccio)

Uno storico chiosco, completamente ripensato. Mostro è il risultato di un’idea semplice ma ben eseguita: creare un bar contemporaneo che funzioni a tutte le ore del giorno. Si parte dal caffè specialty, preparato con precisione, e si arriva all’aperitivo con birre e vini artigianali. In mezzo, una proposta di cibo che evita i cliché: tramezzini curati, dolci non convenzionali e nessuna concessione ai classici lievitati da bar. Un indirizzo agile, informale, ma con una visione chiara.
Mashroom San Paolo
Via Pietro Giordani, 19 (San Paolo)

Un microbirrificio con taproom ampia e una proposta che va oltre la birra. Mashroom è uno di quei posti dove si può bere bene ma anche mangiare in modo interessante, con una cucina che spazia tra brace, quinto quarto e piatti vegetali. Accanto alle birre, una selezione di sidri sempre più rilevante, mentre il menu alterna spiedini, bun, sandwich e preparazioni come babaganoush e lattuga alla brace. Un aperitivo più strutturato, che può facilmente trasformarsi in cena.
Spritzino
Via Ostiense, 60 b-c (Ostiense)

Nuova apertura nel quadrante Ostiense, Spritzino è un bar di quartiere con un’identità piuttosto definita. Il progetto dei fratelli Palucci evolve nel corso della giornata: pranzi semplici, aperitivi con vini naturali e cocktail, fino a serate con dj set. La proposta gastronomica accompagna senza essere accessoria, con snack e piatti pensati per stare bene accanto al bicchiere. Informale ma curato.
Hettaro Marconi Bottega & Mescite
Via Pietro Blaserna, 90 (Marconi)

Una bottega contemporanea che unisce vendita e consumo sul posto. Ettaro nasce dall’esperienza agricola di Gian Marco Pierantozzi e si traduce in un locale dove fare la spesa ma anche fermarsi per un aperitivo. Piatti semplici, vini naturali, caffetteria specialty e dolci: tutto ruota attorno alla materia prima e a una filiera corta e riconoscibile. Uno spazio ibrido, che funziona bene a qualsiasi ora.
Frisson
Via Alberto da Giussano, 37 (Pigneto)

Frisson è uno spazio poliedrico, tra architettura curata e proposta gastronomica non convenzionale. Qui l’aperitivo si costruisce su piatti da condividere, con combinazioni spesso spiazzanti, tra acidità, note agrumate e contrasti ben calibrati. Interessante anche la dimensione sonora, con un’attenzione particolare alla musica. Un indirizzo per chi cerca qualcosa di meno prevedibile.
Pizza Baar
Via di Donna Olimpia, 71 (Monteverde)

Un progetto che mette insieme pizza in teglia, gelato e caffè specialty. Pizza Baar è un piccolo spazio a Monteverde che lavora sulla contaminazione tra mondi diversi. Si passa dalla pizza al taglio al soft ice con topping variabili, fino a una proposta legata al caffè. Perfetto per un aperitivo informale, magari fuori dagli orari canonici.
Suma
Via Pavia, 76/78 (Piazza Bologna)

Nel quartiere Piazza Bologna, Suma porta a Roma un pezzo di Puglia. Il progetto dei fratelli Suma nasce come evoluzione di una tradizione familiare, tra gastronomia e bistrot. Panini, taglieri e piatti regionali costruiscono una proposta semplice ma coerente, ideale anche per un aperitivo dal sapore diverso.
Becco
Piazzale degli Eroi, 7 (Prati/Vaticano)

Una tramezzineria contemporanea che lavora sulla qualità della materia prima. Becco prende un formato popolare e lo rilegge con attenzione, tra pani diversi e farciture curate. Perfetto per un aperitivo veloce ma non banale su strada da accompagnare alle birre e ai cocktail in lattina del vicino Fischio.
Tante Care Cose
Via Carlo Errera, 46 (Pigneto)

Un progetto personale, nato dall’esperienza dei fratelli Lazazzera, che qui scelgono una strada diversa rispetto alla ristorazione tradizionale. Niente cucina calda, ma una serie di piccoli piatti freddi, spesso vegetali, pensati per essere condivisi. Fermentazioni, conserve, snack e preparazioni leggere costruiscono un’offerta flessibile, accompagnata da vini alla mescita, kombucha e bevande artigianali. Un luogo inclusivo, pensato per fermarsi quanto si vuole.
Hopificio
Piazza Cesare Baronio, 3a (Appio Latino)

Per chi all’aperitivo associa la birra artigianale, Hopificio resta una certezza. Ampia selezione alla spina e una proposta food che va oltre il semplice accompagnamento. Maritozzi salati, fritti, pita, hummus, burger (anche vegani): un aperitivo sostanzioso, che guarda alla convivialità.