A Roma i capolavori del grande maestro dell’astrattismo

Palazzo Bonaparte ospita, fino al 14 febbraio 2027, KANDINSKY, una grande mostra dedicata a Vassily Kandinsky (1866-1944), precursore e padre della pittura astratta che ha ridefinito il linguaggio dell’arte moderna. Pittore, teorico, intellettuale e protagonista assoluto delle avanguardie europee che ha superato la rappresentazione della realtà  per raggiungere direttamente le emozioni e l’anima. Attraverso oltre settanta capolavori, l’esposizione presenta l’universo creativo  di Kandinsky dove la musica è una presenza costante e uno dei principi fondanti della sua opera.

…Aprite le vostre orecchie alla musica,
i vostri occhi alla pittura. E non pensate!
Esaminate voi stessi, se volete, dopo aver ascoltato e osservato.
Chiedetevi, se volete, se l’opera d’arte, vi abbia liberato verso un mondo che prima vi era sconosciuto.
E se lo ha fatto, che altro volete ?

Vassilly Kandinsky , XXE Siècle, Parigi 1938

Vassily Kandinsky Arabische Stadt (Ville arabe) 1905
Vassily Kandinsky
Arabische Stadt (Ville arabe)
1905
Tempera sur carton, 67,3×99,5 cm
Legs de Nina Kandinsky, 1981
Collection Centre Pompidou.
Domaine public. Photo © Centre Pompidou, MNAM-CCI/Hélène Mauri/Dist. GrandPalaisRmn

La mostra

La mostra Kandinsky svela non solo alcuni degli aspetti più intimi della vita privata di uno dei più grandi maestri del Novecento ma anche la storia della nascita dell’astrattismo. Un linguaggio completamente nuovo, destinato a cambiare per sempre la storia dell’arte e anche il nostro modo di guardare il mondo.

Le sue ricerche tra colore ed emozione, nucleo centrale del suo pensiero artistico, evocano la dimensione profondamente cromatica della sua opera, nella quale armonie di colore e risonanze musicali entrano in dialogo per organizzare lo spazio pittorico.

La mostra Kandinsky, curata da Angela Lampe, conservatrice delle collezioni moderne del Musée national d’art moderne, con la consulenza scientifica ed editoriale per i contenuti divulgativi di Francesca Villanti, è prodotta e organizzata da Arthemisia in collaborazione con il Centre Pompidou di Parigi e con il patrocinio dell’Ambasciata di Francia in Italia, della Regione Lazio e del Comune di Roma – Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria.  Main partner dell’esposizione èla Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale, con Fondazione Cultura e Arte e Poema.

Con questa straordinaria mostra, Palazzo Bonaparte si conferma ancora una volta come luogo di eccellenza per le grandi mostre in Italia. Dal 2019 presentiamo qui i protagonisti della storia dell’arte, con risultati record. Non poteva mancare all’appello il genio rivoluzionario di Kandinsky, che ha segnato un prima e un dopo, inventando l’astrattismo. Ho buoni motivi per pensare che sarà una mostra indimenticabile!

Iole Siena, Presidente di Arthemisia

Vassily Kandinsky Improvisation 3 1909
Vassily Kandinsky
Improvisation 3
1909
Huile sur toile, 94×130 cm
Donation Nina Kandinsky, 1976
Collection Centre Pompidou.
Domaine public. Photo © Centre Pompidou, MNAM-CCI/Hélène Mauri/Dist. GrandPalaisRmn

Le opere

In mostra oltre settanta opere provenienti da musei internazionali e dal prestigioso Centre Pompidou di Parigi, che conserva il più completo e importante nucleo di lavori dell’artista al mondo grazie alle donazioni e al generoso lascito di Nina Andreievskaïa Kandinsky (1899-1980), moglie di Kandinsky dal 1917 fino alla morte dell’artista, nel 1944, e custode instancabile della sua memoria.

Un’occasione unica per ammirare capolavori che raramente lasciano la capitale francese, tra cui: L’Arco nero (1912), che testimonia il passaggio decisivo verso un linguaggio artistico completamente nuovo, nel quale forme, colori e segni acquisiscono una forza espressiva indipendente dalla rappresentazione del reale; Gelb-Rot-Blau (1925), una composizione in cui forme e colori si organizzano secondo una logica quasi musicale, dando vita a un’esperienza visiva intensa e coinvolgente.

Il colore è il tasto, l’occhio il martelletto,
l’anima è il pianoforte dalle molte corde. L’artista è la mano che, toccando questo o quel tasto, mette opportunamente in vibrazione l’anima umana

Vassilly Kandinsky, Dello spirituale nell’arte, 1911

Allestimento della mostra Kandinsky a Palazzo Bonaparte, Roma

Il percorso espositivo

Il percorso espositivo è diviso in cinque sezioni e conduce il visitatore in un viaggio straordinario alla scoperta della vita personale e della ricerca artistica di Kandisky: dalle prime opere figurative agli anni di Monaco e del Blaue Reiter (Il Cavaliere Azzurro), fino agli anni della Russia rivoluzionaria, all’esperienza fondamentale al Bauhaus e all’ultima stagione parigina.

Accanto alle opere pittoriche, sono esposti documenti, fotografie, oggetti personali e materiali provenienti dalla Bibliothèque Kandinsky, che consentono di entrare nella dimensione più intima e quotidiana dell’artista. In mostra anche alcuni dei 95 esemplari originali dei dischi, dell’ampia collezione di Kandinsy, e alcuni approfondimenti dedicati alle sue teorie sul rapporto tra colore, forma e musica. Una sala immersiva offre l’opportunità di scoprire l’universo creativo di Kandinsky attraverso un’esperienza multisensoriale tra suoni, colori, luci e spazio.

Il punto geometrico ê ai nostri occhi 
l’unione suprema e unica 
di silenzio e parola.

Vassilly Kandinsky, Punto e linea nel piano, 1926

Vassily Kandinsky Lied (Chanson) 1906
Vassily Kandinsky
Lied (Chanson)
1906
Tempera sur carton glacé, 49×66 cm
Legs de Nina Kandinsky, 1981
Collection Centre Pompidou.
Domaine public. Photo © Centre Pompidou, MNAM-CCI/Hélène Mauri/Dist. GrandPalaisRmn

Le cinque sezioni della mostra

La Prima sezione – Gli esordi: gli anni della formazione è dedicata ai suoi studi di pittura durante il suo soggiorno a Monaco di Baviera e al suo viaggio, con la giovane pittrice Gabriele Münter, attraverso l’Europa e il Nord Africa: dai Paesi Bassi alla Tunisia passando per l’Italia e arrivando fino in Francia. La produzione di questi anni comprende numerosi disegni e studi a olio raccolti in taccuini di viaggio, dove i due artisti rappresentano architetture, paesaggi, scene di vita quotidiana e motivi decorativi.

La Seconda sezione – Murnau: Verso l’astrazione presenta una selezione di opere prodotte nella pittoresca cittadina di Murnau in Germania. Ampie pennellate e masse di colore intenso caratterizzano la nuova pittura espressiva di Kandinsky dove l’armonia dei colori si basa unicamente sul principio della risonanza con l’anima umana. Questa sezione è dedicata ad alcuni dei suoi principali capolavori, dipinti tra il 1908 e il 1914, come ad esempio: Improvvisazione II (1909), Improvvisazione XIV (1910) e Quadro con macchia rossa (1914) e al celebre almanacco Der Blaue Reiter, pubblicato nel maggio 1912 con il suo amico Franz Marc (1880-1916) e con la collaborazione di Gabriele Münter (1877-1962). Sua compagna per circa un decennio, pittrice espressionista tedesca e tra le artiste più significative delle nuove avanguardie, della quale, per la prima volta, sono esposte in mostra una selezione di alcune delle sue opere principali.

La Terza sezione – La Russia: Gli anni di transizione riflette il segno dell’austerità del momento quando il 1° agosto 1914, dopo la dichiarazione di guerra della Germania alla Russia, Kandinsky è costretto a rientrare nel paese natale. In quegli anni il suo lavoro si concentra sulla grafica astratta e il contatto con gli artisti delle avanguardie suprematista e costruttivista si esprime in una crescente geometrizzazione delle forme e in una  composizione cromatica più attenuata, ravvivata dai colori primari.

Vassily Kandinsky Im Grau (Dans le gris) 1919
Vassily Kandinsky
Im Grau (Dans le gris)
1919
Huile sur toile, 129×176 cm
Legs de Nina Kandinsky, 1981
Collection Centre Pompidou.
Domaine public. Photo © Centre Pompidou, MNAM-CCI/Hélène Mauri/Dist. GrandPalaisRmn

La Quarta sezione – Bauhaus: Gli anni teorici è dedicata agli anni in cui, dopo esser tornato in Germania nel 1921, insegna  alla Bauhaus. Scuola fondata, nel 1919 a Weimar, dall’architetto Walter Gropius (1883-1969) che ha rivoluzionato il mondo dell’arte, del design e dell’architettura. Nominato “maestro della forma”, dirige il laboratorio di pittura murale lavorando accanto a numerosi artisti di primo piano e nel 1926 pubblica il suo secondo grande trattato teorico, Punto e linea sul piano. Tra i capolavori più importanti del periodo in cui Kandinsky insegna al Bauhaus (dal 1922 al 1933) troviamo eccezionalmente in mostra l’opera Giallo-Rosso-Blu (1925).

Vassily Kandinsky Bleu de ciel 1940
Vassily Kandinsky
Bleu de ciel
1940
Huile sur toile, 100×73 cm
Donation Nina Kandinsky, 1976
Collection Centre Pompidou.
Domaine public. Photo © Centre
Pompidou, MNAM-CCI/Hélène
Mauri/Dist. GrandPalaisRmn

La Quinta sezione – Parigi: Gli anni della maturità raccoglie una selezione di opere prodotte nell’ultimo periodo della sua vita, trascorso con sua moglie Nina, dal 1933 al 1944 a Neuilly-sur- Seine, nei pressi di Parigi. In questi anni Kandinsky sviluppa un nuovo stile, nel quale la rigorosa geometria del costruttivismo si unisce alla fantasia delle forme biomorfe introdotte dai pittori surrealisti francesi. Con lo scoppio della Seconda guerra mondiale nel 1939, le composizioni di Kandinsky diventano più minuziose e strutturate. Le sue opere si ispirano al mondo microscopico e assumono una dimensione cosmica e un carattere onirico. Uno dei capolavori più rappresentativi di questo periodo è Azzurro Cielo (1940), dove su uno sfondo azzurro si distende un universo popolato da forme colorate, creature immaginarie e motivi fluttuanti. Qui l’artista contrappone alla violenza, del contesto storico in cui si trova, una visione immaginaria, permeata di leggerezza, fantasia e vitalità,  dimostrando ancora una volta come l’arte possa essere uno spazio di libertà.