Un ritorno a quarant’anni di distanza
Karl Lagerfeld è legato nell’immaginario soprattutto ai suoi decenni da Chanel e agli esordi al fianco di Pierre Balmain, eppure il designer tedesco ha intrecciato la sua creatività con Fendi per oltre mezzo secolo. Questa estate tutti gli occhi della moda si sono puntati su Roma durante la settimana dell’Alta Moda, quando la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea (GNAMC) ha ospitato la prima collezione couture di Maria Grazia Chiuri per Fendi.
Ora le stesse sale accolgono una mostra che fa parlare: After Un percorso di lavoro. Fendi / Karl Lagerfeld 1985, dal 10 luglio al 25 ottobre 2026.

La più lunga collaborazione della moda
L’esposizione ripercorre uno dei sodalizi creativi più longevi nella storia della moda, quello tra Karl Lagerfeld e la famiglia Fendi. Chiamato nel 1965 dalle cinque sorelle Fendi a rinnovare la storica casa di pellicce e pelletteria, Lagerfeld rivoluzionò l’idea stessa di lusso, dando forma a un logo destinato a diventare iconico, la doppia F. Un rapporto durato fino alla morte del designer, nel 2019.
Non è la solita sfilata di abiti da red carpet. La mostra riattiva fedelmente l’esposizione del 1985, curata all’epoca da Ida Panicelli con un allestimento ideato dallo stesso Lagerfeld, tra le prime volte in Italia in cui la moda entrava in un museo d’arte. A cura di Maria Luisa Frisa e ideata da Maria Grazia Chiuri, ribalta l’idea di prodotto finito e racconta il lavoro sulla pellicceria per quello che era davvero: ideazione, sperimentazione e trasformazione radicale della materia.

Dentro il processo creativo
Attingendo agli archivi Fendi e della GNAMC, la mostra riunisce circa 180 disegni, 22 cartamodelli, 50 tavolette di lavorazione, tele preparatorie e 25 pellicce, seguendo ogni passaggio dall’idea al capo finito. Gli schizzi mostrano come la mano di Lagerfeld sia cambiata nel tempo, dalle forme femminili morbide e naturalistiche ai tratti decisi del pennarello. A guardare bene, tra i margini dei fogli si trovano annotazioni, riferimenti e persino parole francesi trascritte in italiano, traccia del dialogo bilingue e in tempo reale con un atelier romano.

Il percorso accompagna il visitatore lungo l’architettura dell’alta moda, dai cartamodelli ai filmati d’archivio sulle radici romane di Fendi, tra cui Histoire d’Eau di Jacques de Bascher del 1977. Al centro, un gruppo di cappotti sospesi a mezz’aria ricrea l’installazione “Teatro” del 1985. A chiudere, una selezione della vastissima rassegna stampa dell’epoca, occasione preziosa per ripensare a come la moda abbia trovato posto dentro al museo.
Per chi vuole scoprire l’eredità del genio di Lagerfeld dentro una delle case di moda italiane più importanti, è una tappa da non perdere.