Oltre la catastrofe c’è la meraviglia. La Biblioteca Apostolica Vaticana inaugura un ciclo espositivo di cinque anni, che si apre con il suo primo capitolo: AQVA.
La Biblioteca Apostolica Vaticana apre le sue porte al pubblico con un progetto lungo cinque anni: Catastrofe e Meraviglia. Una mostra unica nel suo genere, in cui il patrimonio custodito per secoli dalla Vaticana dialoga con l’arte contemporanea, tra scienza e immaginazione.
Realizzato in collaborazione con Fondazione Roma e con il sostegno di Intesa Sanpaolo, il ciclo esplora le minacce che da sempre mettono in pericolo la parola scritta: il fuoco, l’acqua, la luce, gli insetti e l’uomo stesso. Il visitatore è invitato a riflettere su come questi stessi pericoli possano diventare fonte di ispirazione e di cura. Se proviamo a guardare oltre la paura, cosa scopriamo? Catastrofe o meraviglia?
Il primo capitolo, AQVA, è visitabile dal 25 settembre 2026 al 14 maggio 2027 e racconta la doppia natura dell’acqua: fonte di vita e forza distruttrice. Il percorso, di circa un’ora con audioguida, attraversa le minacce che nei secoli hanno messo a rischio le collezioni della Biblioteca, trasformando il disastro in scoperta.
Curata da don Giacomo Cardinali, Simona De Crescenzo, Francesca Giannetto e Delio Proverbio, AQVA è più di una mostra: è la prima tappa di un progetto culturale di ampio respiro.

L’esperienza comincia prima ancora di entrare. Un’onda alta 70 metri sembra travolgere la facciata cinquecentesca della Biblioteca. È Diluvium, l’installazione dell’artista francese JR, che riprende il diluvio universale così come lo immaginò Gustave Doré in un’incisione su legno del 1866. L’impatto è forte e dà subito il tono alla visita.
Superata l’onda, il personale della Vaticana accoglie i visitatori con una breve presentazione del percorso e consegna le audioguide. In cima allo scalone, una prima sala immersa in una luce blu intenso raccoglie libri e immagini.
Questa sezione ricorda i 60 anni dall’alluvione di Firenze del 1966, quando l’Arno, oltre a causare vittime, devastò le sale e i depositi della Biblioteca Nazionale Centrale. La grande fotografia e le riproduzioni esposte provengono da un album conservato in Vaticana e restituiscono la portata del disastro.
Lasciata la sala blu, si entra in uno spazio che raccoglie manoscritti, libri a stampa, incisioni e oggetti delle collezioni vaticane, a raccontare il legame antico tra l’acqua e il sapere.

Al centro sono esposti due esemplari dell’Aquatilium animalium historiae di Ippolito Salviani, trattato sui pesci ricco di incisioni e studi sulla vita marina. Finito di stampare a Roma nel 1557, per iniziativa e a spese della stessa Biblioteca Vaticana, a quasi 470 anni dalla pubblicazione è il cuore simbolico della mostra.

L’altra metà della sala è dedicata al tipografo e artista americano Bill Moran e ai suoi LetterFish. Osservando da vicino le creature marine delle 14 stampe originali esposte, si scopre che sono composte da lettere, numeri e simboli tipografici: un modo per unire passato e presente.

Il terzo protagonista è lo chef Fulvio Pierangelini, che intreccia acqua, cucina e memoria. Sei racconti gastronomici inediti mettono al centro il valore culturale del cibo, delle risorse naturali e della materia prima, e allargano lo sguardo della mostra.
La sezione successiva apre una finestra sul lavoro del Laboratorio di Restauro della Biblioteca Vaticana. Le alluvioni possono danneggiare in modo irreparabile manoscritti e libri antichi, ma l’acqua è anche uno strumento essenziale per la conservazione della pergamena.

Il percorso si chiude con Undae, la seconda installazione di JR, nella suggestiva Sala Barberini. Un’altra onda in bianco e nero è proiettata su uno schermo, ma questa volta non è una minaccia: è uno spazio di contemplazione. L’acqua è rimasta la stessa per tutta la mostra. È cambiato solo il nostro sguardo.
La visita è solo su prenotazione, da effettuare almeno 48 ore prima, e i biglietti si acquistano su ticket.it. Il sabato si svolgono le visite ordinarie con audioguida in italiano e inglese, a fasce orarie. Il venerdì, dalle 18 alle 20, ci sono le visite speciali: un tour serale privato guidato dal personale della Biblioteca. Calcolate circa un’ora e non perdetevi l’ascensore per il quarto piano, dove si visita il Salone Sistino, uno spazio raramente aperto al pubblico.