Al Museo dell’Ara Pacis di Roma più di 200 scatti per celebrare il grande fotografo americano
Dal 29 Maggio al 4 Ottobre il Museo dell’Ara Pacis di Roma ospita la mostra Le Forme della Bellezza, più di 200 scatti del fotografo americano Robert Mapplethorpe. Curata da Denis Curti, l’esposizione esplora la relazione tra arte, corpo umano e perfezione fisica.
La mostra è divisa in diverse sezioni, che esplorano gli stili, i temi e i soggetti affrontati da Mapplethorpe nel corso della sua carriera.
Una delle sezioni è dedicata alle sue “muse”, due donne hanno avuto una grande influenza nella vita di Mapplethorpe: l’amica, amante e confidente Patti Smith e la culturista e modella Lisa Lyon. Patti Smith è stata una delle figure più importanti nella vita di Mapplethorpe e questo si evince dalle sue fotografie, caratterizzate da uno spirito diverso rispetto alle altre in esposizione, a simboleggiare il rapporto intimo e personale che c’era tra i due. Le foto della Lyon invece sono una rappresentazione di come un essere umano possa incarnare sia l’energia femminile che maschile: viene catturata in pose che evidenziano la sua muscolatura ma anche mentre indossa abiti con stampe animalier, mettendo in scena tutta la sua femminilità.


La vita di Mapplethorpe fu breve: morì a 42 anni di AIDS. Gli autoritratti esposti risalgono agli ultimi anni della sua vita e, nonostante la parte finale della sua vita sia stata caratterizzata dalla malattia, il dolore non si riflette nelle immagini presentate. Lo si vede indossare vari costumi e assumere varie pose, la più eclatante delle quali è quella in cui fissa la telecamera con una giacca di pelle e in mano una mitragliatrice con un pentagramma dipinto sul muro alle sue spalle.
Mapplethorpe ha vissuto e svolto la maggior parte del suo lavoro a New York City negli anni ’70 e ’80; in mostra anche i ritratti che ha scattato ai vari artisti e celebrità. Yoko Ono, Arnold Schwarzenegger, Keith Haring, Susan Sarandon, Richard Gere e Christopher Lambert sono solo alcuni dei grandi nomi che hanno posato per lui durante la sua breve carriera.


Grande spazio al tema del nudo, maschile e femminile, messo a paragone con la statuaria antica. Proprio per sottolineare questo parallelo in mostra sono presenti anche due sculture del I secolo d.C. provenienti dai Musei Capitolini: la Statua di Afrodite e la Statua di un Atleta. Mapplethorpe si focalizza sulle singole parti del corpo, enfatizzando la muscolatura e il gioco strutturale dato dalle ombre e dalla luce.


L’arte di Mapplethorpe, oltre a celebrare la bellezza del corpo umano, si focalizza spesso sul tema dei fiori: famoso a tal riguardo è il suo libro postumo Flowers, del 1990. Spesso le immagini dei modelli sono accompagnate da una raccolta di immagini floreali, che mostrano non solo le forme della bellezza nel mondo umano, ma anche in quello naturale.
La mostra si conclude con un omaggio al nostro Paese, con una serie di foto scattate da Mapplethorpe durante il suo soggiorno in Italia.

Completano la mostra audioguide e un podcast di due episodi che approfondiscono la storia della collezione esposta.
