Uno dei punti di riferimento degli amanti del buon vino a Roma

C’è un prima e un dopo nel quartiere Flaminio, e in mezzo c’è Mostò.

Quando apre, il vino naturale non è ancora una moda – anzi, a Roma se ne parla poco. Mostò è tra le prime enoteche della città a crederci davvero, puntando su piccoli produttori, filiere corte e un modo più autentico di bere. Siamo in un quartiere allora piuttosto silenzioso, con pochi indirizzi interessanti: Mostò diventa subito un punto di riferimento, un luogo che attira, aggrega e contribuisce a cambiare il volto della zona.

Dietro il progetto ci sono tre soci: Ciro, Alessia e Valerio. L’idea è quella di creare un posto che sia allo stesso tempo enoteca, negozio di quartiere e spazio conviviale. Un luogo di passaggio, dove fermarsi per una chiacchiera, un calice, un aperitivo o anche una cena più strutturata.

Il vino è il cuore di tutto. La carta conta 350-400 referenze, con una forte prevalenza italiana ma aperture interessanti verso Francia, Spagna e altri paesi europei. Ciro conosce personalmente molti produttori e fornitori: una selezione costruita nel tempo, fatta di relazioni dirette e scelte consapevoli. Alla mescita si trovano circa 15 proposte al calice, perfette per esplorare.

La stessa attenzione si ritrova nella materia prima. I salumi arrivano da realtà di qualità come Re Norcino – imperdibili coppa e mortadella – mentre i formaggi sono selezionati da piccoli produttori locali, tra cui Ammano.

In cucina c’è il terzo socio, Valerio Romani, cuoco e pasticcere con oltre 25 anni di esperienza e importanti passaggi da Troiani e Terrinoni. Il menu cambia spesso, seguendo stagionalità e ispirazione, ma mantiene sempre una cifra riconoscibile: piatti golosi, concreti, mai banali.

Tra le proposte del momento ci sono le panelle spesse e saporite con baccalà mantecato, oppure i falafel verdi ricchi di fave con salsa al pecorino. Tra i piatti firma spicca il Daje de Taco, daje de punta, un taco farcito con punta di petto di vitello, guacamole di broccolo e chili di lenticchie. Molto goloso anche l’hot dog con würstel di Re Norcino, friarelli e patate.

Non mancano i dessert, come il cremoso al sesamo con mango e croccante di sesamo, a chiudere con equilibrio.

Mostò è un’enoteca di quartiere nel senso più autentico del termine: un posto vivo, informale ma curato, dove tornare. Non solo per bere bene, ma per sentirsi parte di qualcosa.

Apre tutti i giorni alle 17:30, tranne la domenica quando apre alle 12:00. Chiude sempre alle 23:30, tranne la domenica, quando chiude alle 18:00.

In una Roma che cambia, Mostò resta un riferimento. Non perché segue le mode, ma perché le ha anticipate.