La guida alle attrazioni più affascinanti e meno note di Roma
Si dice che non basti una vita per scoprire e visitare tutte le bellezze di Roma. Questo è ancora più vero se si considera che, oltre a quelle più famose, Roma nasconde una serie di “chicche” meno note, fuori rotta rispetto agli itinerari più seguiti. Se siete curiosi date un’occhiate alla nostra guida, che vi condurrà ala scoperta di 10 meraviglie nascoste agli occhi della maggior parte dei turisti che ogni giorno affollano le vie della città.
Arco dei Banchi
Sottopassaggio tra via del Banco di Santo Spirito e via Paola
Ingresso libero

L’Arco dei Banchi è un suggestivo passaggio pedonale coperto, che collega Via del Banco di Santo Spirito a Via Paola, poco distante da Ponte Sant’Angelo. L’arco prende il nome dalla zona limitrofa, che in antichità era un’area dove erano collocate molte botteghe di banchieri, tra cui quella del celebre Agostino Chigi, che abitava poco distante in una dimora sfarzosa. Caratteristica principale è il bellissimo cielo stellato che decora la volta, che invita a percorrere il sottopassaggio con il naso rivolto all’insù, donando un attimo di pura contemplazione al visitatore. In antichità i pellegrini diretti a San Pietro si fermavano spesso qui per un momento di raccoglimento davanti a una statua lignea della Vergine che era conservata sotto l’arco, oggi sostituita da un dipinto del XIX secolo con lo stesso soggetto devozionale. All’imbrunire la zona votiva era l’unica illuminata dell’arco, conferendole un’aura mistica e di protezione. All’interno è custodita anche una lapide che ricorda la prima inondazione del Tevere, avvenuta nel 1277.
Il Chiostro di Michelangelo alle Terme di Diocleziano
Museo Nazionale Romano Terme di Diocleziano
Viale Enrico De Nicola, 79
Dal martedì alla domenica 9.30 -19.00; Biglietti: intero €15, ridotto €2

Forse non tutti sanno che tra i numerosi interventi michelangioleschi a Roma c’è ne è uno situato nell’attuale complesso museale delle Terme di Diocleziano. Nel 1561, infatti, venne affidato al grande artista il compito di trasformare il frigidarium delle Terme nella Chiesa e nella Certosa di Santa Maria degli Angeli. Michelangelo, che aveva allora 86 anni, firmò il progetto, che venne poi completato dai suoi allievi. Il chiostro, che misura 10.000 metri quadrati, è uno dei più grandi in Italia; un luogo magico, suggestivo, dove, avvolti in una pace sospesa, si possono ammirare numerosi sarcofagi e sculture classiche, oltre alle sette meravigliose teste colossali di animali, rinvenute nel 1586 nell’area intorno alla Colonna Traiana. Intorno alla fontana dei delfini, attribuita a Giacomo della Porta, si stagliano quattro cipressi: il più vecchio, che ha oltre un secolo di età, è stato ribattezzato il cipresso di Michelangelo.
La Casina delle Civette
Villa Torlonia
Via Nomentana, 70
Dal martedì alla domenica 9.00-19.00; Biglietti: intero € 10,50; ridotto €7

Parlando di architetture insolite in città il primato va senza dubbio alla fiabesca Casina delle Civette, situata all’interno dei giardini di Villa Torlonia, dimora degli omonimi principi fino al 1938. L’edificio fu costruito nel primo decennio del Novecento per volere di Giovanni Torlonia jr: un complesso fantasioso, dalle fattezze medioevali, il cui impianto comprende torrette, archi e piccole logge. Un luogo fuori dal tempo, il cui punto forte è senza dubbio l’apparato decorativo, in particolare le splendide vetrate in stile liberty realizzate tra il 1908 e il 1930 su disegno di Duilio Cambellotti. Una di queste raffigura due civette tra due tralci d’edera: da qui il nome dell’edificio, al cui interno ritorna spesso la figura di questo rapace notturno. Le stanze sono arredate con uno stile lineare fantasioso ed elegante, con stucchi, maioliche policrome, legni intarsiati e ferri battuti.
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Chiesa del Sacro Cuore del Suffragio
Lungotevere Prati, 12

Tutti conoscono la bellezza e le varietà stilistiche delle chiese di Roma. Le guglie e i pinnacoli tipici del Gotico pero, sono davvero difficili da trovare, a meno che non si capiti in Prati, dove è possibile trovare un unicum di questo genere architettonico: la Chiesa del Sacro Cuore del Suffragio. Realizzata nel 1890 dall’architetto Giuseppe Gualandi, l’edificio presenta una facciata candida, decorata da uno splendido rosone e circondata da alte nicchie con statue. La chiesa fu dedicata al Sacro Cuore in Suffragio delle Anime del Purgatorio: al suo interno, infatti, conserva un museo molto particolare, quello delle testimonianze visibili delle Anime del Purgatorio. La storia merita di essere raccontata: a fine Ottocento una cappella interna prese fuoco, e quando l’incendio venne spento una testa di uomo rimase incisa sopra uno dei pilastri dell’altare. L’evento soprannaturale venne interpretato come apparizione di un’anima del Purgatorio: a quel punto un sacerdote francese, Victor Jouet, decise di approfondire l’argomento, iniziando a raccogliere testimonianze, che vennero poi raccolte nella collezione oggi visitabile. Tra queste ci sono impronte infuocate di mani e dita su vesti, libri ed oggetti.
Galleria prospettica del Borromini
Galleria Spada
Piazza Capo di Ferro, 13
Tutti i giorni tranne il martedì 08.30-19.30 | Biglietti: Intero €6, Ridotto €2

Se come il Cardinal Bernardino Spada siete appassionati di illusioni ottiche, questo è il luogo che fa per voi! Nella sua dimora infatti, (Palazzo Spada), nel XVII secolo Francesco Borromini fu chiamato a creare questa galleria, una delle prove di abilità prospettica più famose della storia dell’arte. Grazie a una serie di accorgimenti tecnici, come il progressivo restringersi delle colonne, il percorso appare molto lungo, quando invece misura poco più di 8 metri. Ad agevolare l’effetto ottico la statuetta posizionata sul fondale, le cui dimensioni ridotte contribuiscono a rendere l’effetto di distanza. Non solo gioco illusorio, ma anche monito morale: il cardinale infatti voleva porre l’accento sul come la grandezza delle cose terrene fosse in realtà qualcosa di effimero e volatile.
Le statue parlanti
Indirizzi riportati sotto le immagini



Il dissenso popolare, il gusto per la satira e la polemica verso il potere sono temi diffusi sin dai tempi antichi. A Roma, quando si voleva protestare o dire la propria su qualcosa, si usava scrivere il messaggio su dei foglietti che venivano poi attaccati nottetempo a una serie di statue, che fungevano così da messaggere inconsapevoli. Sono le cosiddette “statue parlanti”. Ne troviamo 5, disseminate per le vie del centro storico: Pasquino, Il Babuino, Il facchino, Marforio, Madama Lucrezia e L’Abate Luigi. La prima a essere usata in ordine di tempo fu quella del Pasquino, tant’è vero che le invettive cartacee presero il nome di pasquinate. Ancora oggi capita di trovare poesie e satire attaccate a queste statue, a mantenere vivo il ricordo di un’usanza che da sempre ha lo scopo di generare ilarità ma anche spunti di riflessione sul contesto storico-sociali delle varie epoche.



La passeggiata del gelsomino
Stazione di Roma San Pietro
Piazza della Stazione di San Pietro

La Cupola di San Pietro è uno degli elementi più famosi dello skyline romano. Se volete ammirarla da una prospettiva nuova, ravvicinata, quello che dovete fare è…prendere il treno! Basta infatti costeggiare il binario 1 della Stazione di Roma San Pietro infatti e poi svoltare a destra, seguendo la segnaletica per iniziare a percorrere un sentiero suggestivo, lungo il quale si trovano dei gelsomini che riempiono l’aria del loro tipico profumo. Il nome deriva anche dal fatto che il percorso si affaccia sulla Valle del Gelsomino, che un tempo si estendeva fra le alture del Vaticano e il Colle Gianicolo. Qual è la storia della Passeggiata del Gelsomino? Nel 1929 con i Patti Lateranensi fu creata la Ferrovia dello Stato della Città del Vaticano; in occasione del Giubileo del 2000 è stato rimosso uno dei due binari che la componevano, creando così questo romantico itinerario.
La Porta Alchemica
Giardini Nicola Calipari di Piazza Vittorio
Piazza Vittorio Emanuele II
Ingresso libero

“Apriti Sesamo”! era la formula che, nella fiaba di Alì Babà e i quaranta ladroni, serviva ad aprire la grotta dove era nascosto un tesoro. Non sappiamo invece quale fosse la frase giusta da pronunciare per aprire la Porta Alchemica, curiosa architettura situata all’interno dei Giardini Nicola Calipari di Piazza VIttorio. Detta anche Porta Magica, era una delle cinque porte di Villa Palombara, residenza del Marchese di Pietraforte, nel XVII secolo. La villa era ubicata sul colle Esquilino, dove oggi sorgono i giardini. Appassionato di alchimia, secondo la leggenda il Marchese ospitò presso la sua dimora un pellegrino che in realtà era un alchimista. Questi, dopo aver passato la notte nei giardini della villa alla ricerca di una misteriosa erba capace di produrre oro scomparve il mattino seguente attraverso la porta, lasciando dietro di sé tracce d’oro, che dimostravano l’avvenuta trasmutazione alchemica. Il pellegrino lasciò anche una misteriosa carta piena di simboli, che il marchese tentò invano di decifrare, forse connessi al segreto della pietra filosofale. Decise allora di inciderli sulle cinque porte, nella speranza che un giorno qualcuno sarebbe riuscito a comprenderli.
La Galleria Sciarra
Via Marco Minghetti, 10
Ingresso libero

Passeggiando nei dintorni di Fontana di Trevi non potete perdervi la Galleria Sciarra, lo splendido cortile coperto realizzato in stile Liberty a fine Ottocento per volere del Principe e mecenate Maffeo Sciarra. Mentre camminate tra i palazzi vi troverete all’improvviso circondati da qualcosa di inaspettato: una struttura a pianta quadrata racchiusa da una volta in ferro e vetro con un imponente apparato decorativo. Il tema centrale è la celebrazione della donna, nella sue molteplici vesti di angelo del focolare, sposa e madre, accompagnate dalle figure delle Virtù. Inoltre, in linea con la visione borghese della società di fine Ottocento, sono rappresentate scene di vita quotidiana.
Il giardino di Palazzo Venezia
Palazzo Venezia
Entrata da Piazza San Marco
Ingresso libero

Palazzo Venezia, affacciato sull’omonima piazza, è un edificio del XV secolo maestoso ed austero, che nel corso dei secoli è stata dimora di Papi e personaggi di potere; oggi ospita al suo interno un museo. Il Palazzo nasconde un bellissimo giardino, poco conosciuto ma aperto al pubblico, una vera oasi di pace nel traffico cittadino. Si accede dall’entrata posta su Piazza San Marco. circondato da un porticato, il giardino è una macchia di verde al cui centro spicca la fontana realizzata da Carlo Monaldi che con i suoi giochi d’acqua contribuisce a creare un ambiente sereno e rilassante dove passeggiare o ammirare le architetture del palazzo e dell’adiacente chiesa di San Marco.